Il presidio
Nel 2010 infortuni in calo del 8,6%
Gianni Parrini
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2010, Emiliano Bessi muore schiacciato da un muletto in un vivaio I sindacati: «Meno incidenti solo perché la crisi ha tagliato posti di lavoro»
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PISTOIA. «Finché la formazione alla sicurezza sarà considerata una perdita di tempo continueremo ad avere morti e infortuni sul lavoro». A parlare è Siro Romagnani, responsabile del settore Ambiente-Lavoro per la Cgil. Il sindacalista da tempo viaggia per le aziende della provincia e si occupa di formare i responsabili per la sicurezza e i lavoratori stessi sui rischi legati alle loro mansioni: «Basta un attimo e si rimane fregati - racconta - Il caldo, i ritmi frenetici, la necessità di rispettare i tempi previsti sono tutti elementi che concorrono ad abbassare il livello di attenzione». La tragedia avvenuta ieri a Montale è solo l'ultimo di una lunga serie di episodi che quotidianamente si verificano nei luoghi di lavoro, come evidenziato dalle tabelle territoriali dell'Inail. Nel 2010 in Toscana gli infortuni sono stati 61.993, di cui 57 mortali. Nella provincia di Pistoia il dato è di 4.273, con 7 morti bianche. Secondo le statistiche gli infortuni sono in netto calo rispetto al 2009, sia a livello regionale sia a livello territoriale. Con un -8,6% Pistoia è addirittura la provincia che ha registrato la diminuzione maggiore. Ma per Romagnani non è tutto oro quel che luccica: «Il calo è dovuto innanzi tutto alla crisi - spiega il sindacalista - Sono diminuite le maestranze ed era normale che scendessero i numeri relativi agli incidenti. Inoltre, con tutti i contratti precari che ci sono in giro, molti infortuni non vengono neppure denunciati». La questione da affrontare in prima battuta è quella della formazione: «In provincia si fa e in alcuni casi in maniera molto seria - racconta Romagnani - Ma purtroppo la maggior parte delle aziende la considera un intralcio alla produzione. Si ottempera agli obblighi di legge, ma in modo del tutto inefficace. I lavoratori stessi non sono incentivati a prendere sul serio l'argomento, anche perché la loro realtà quotidiana è ben diversa da quella di cui sentono parlare ai corsi. La formazione, infatti, va fatta ma soprattutto va applicata: se il giorno dopo nelle aziende non cambia niente è del tutto inutile». La spesa sulla sicurezza, infine, è un investimento: «Il testo unico prevede sanzioni pesanti per chi non è in regola - prosegue Romagnani - E in caso di infortunio le polizze per l'assicurazione dei lavoratori aumentano». Nel comunicato mandato ieri ai giornali, i sindacati sottolineavano che l'incidente di Montale arriva a distanza di nove mesi da un episodio analogo, in cui a perdere la vita fu un altro piccolo imprenditore. «Il fenomeno dei lavori affidati ad aziende esterne è sempre più diffuso - spiega Romagnani - In tal modo le ditte appaltatrici ottengono risultati più velocemente e in parte si deresponsabilizzano. Gli obblighi, infatti, sono per la maggior parte a carico dell'impresa che viene a fare i lavori, la quale deve dotarsi degli strumenti necessari a svolgere in sicurezza il compito per cui è stata interpellata e in più deve rispettare le norme generali previste all'interno dell'azienda in cui si trova a operare».
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