Il presidio
Ducceschi (Uil) chiarisce la propria posizione su AnsaldoBreda dopo il clamore in palazzo comunale
«La parte italiana resti strategica»
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Sopra la task force che si è riunita lunedì in palazzo comunale A lato la manifestazione di protesta dei lavoratori contro la vendita dellazienda 2 MINUTI DI LETTURA
PISTOIA. «Le reazioni sindacali alle parole di Ducceschi ci appaiono strumentali». La segreteria della Uilm-Uil prende posizione dopo le critiche, nemmeno tanto velate, di Cgil, Cisl e Ugl, a Massimo Ducceschi. Il rappresentante Uil aveva espresso, durante la task force su AnsaldoBreda in palazzo comunale, un'opinione che ha fatto clamore. Il giorno dopo, la Uil chiarisce. «I dipendenti di AnsaldoBreda - afferma la Uil - conoscono bene la posizione della Uilm. Questa organizzazione sindacale da sempre ha sostenuto con grande impegno e convinzione la necessità che AnsaldoBreda resti una realtà italiana, leader nella progettazione e produzione del materiale rotabile. In quanto appartenente a un settore strategico, un suo eventuale spacchettamento o una brutale vendita rappresenterebbe la soluzione opposta. Massimo Ducceschi ha dichiarato «che un probabile ingresso nella società AnsaldoBreda di un partner straniero non mi preoccupa a condizione che la parte italiana rimanga strategica». Il passaggio fondamentale - prosegue la segreteria sindacale - che può garantire di cogliere un obiettivo di crescita industriale per l'azienda è che Finmeccanica si impegni veramente a procedere con investimenti e una attenta gestione che ne consenta il risanamento; come del resto previsto nell'ultimo accordo del 4 marzo 2010 peraltro ad oggi attuato soltanto sulla parte Cigs che riguarda i dipendenti». Ducceschi è rappresentante territoriale della Uilm/Uil, e non della Ugl come erroneamente riportato nell'articolo di ieri. Ce ne scusiamo con l'interessato e con i lettori.
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