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Pistoia

Teatro, polemica sul bar in gestione per 2.000 euro l'anno e senza gara

Teatro, polemica sul bar in gestione per 2.000 euro l'anno e senza gara

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Nuove polemiche sull'Associazione teatrale pistoiese. Stavolta non per l'utilizzo di personale precario o per questioni di bilancio, ma per la gestione del bar e di un appartamento di servizio interni al teatro Manzoni e anch'essi di proprietà del Comune. Per la gestione del bar - è emerso ieri in consiglio comunale - l'Atp chiede appena duemila euro l'anno di canone. Inoltre il gestore viene scelto «su base fiduciaria», quindi senza nessun tipo di procedura pubblica (attualmente è il "Caffè Manzoni di Antonella Baroncelli"). Quanto all'appartamento di servizio (98 metri quadri) una volta ci abitava il custode del teatro.

Oggi non vi è un regolamento che ne disciplini l'uso: viene utilizzato per alloggiare attori e tecnici delle compagnie che si esibiscono in città. A fornire questi elementi è stato l'assessore Alberto Niccolai, rispondendo a due interpellanze distinte firmate da Alessandro Tomasi (Pdl) e Andrea Betti e Leonardo Soldati (Idv). Replicando, Betti ha definito «opaca» la gestione dell'Atp, ricordando che il Comune avrà versato, a fine 2010, oltre 1,2 milioni di contributi. Per questo ha sollecitato la convocazione della commissione cultura per affrontare il nodo dei rapporti tra Palazzo di Giano e l'Atp. Dura anche la replica di Tomasi, che ha definito «allucinante» il fatto che il bar interno venga affidato su base fiduciaria. Al di là di queste richieste, comunque, nella replica dell'assessore Niccolai erano contenute precisazioni sulla situazione peculiare sia dell'appartamento che del bar. Il basso canone di quest'ultimo viene giustificato dal fatto che il locale funziona solo in coincidenza con gli spettacoli del Manzoni e la sua gestione, ancorchè prestigiosa, è poco redditizia: i clienti si affollano nell'intervallo, richiedendo quindi la presenza di più di un barista, che rimane poi poco impegnato per il resto della serata. Anche sull'appartamento l'assessore - riferendo la risposta dell'Atp - ha spiegato che il suo utilizzo attuale consente all'associazione teatrale di risparmiare sui cachet delle compagnie in visita.

Inoltre un utilizzo alternativo (ad esempio come alloggio per l'emergenza casa, ipotizzato dagli interpellanti) è reso impossibile dal fatto che l'ingresso dell'appartamento è in comune con gli uffici dell'Atp, dunque non potrebbe ospitare estranei. Spiegazioni che, come detto, non hanno convinto per niente né Betti e Soldati né Tomasi, che pure hanno ringraziato l'assessore Niccolai per le risposte fornite.

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