Banchini davanti alle biblioteche, alle fabbriche e nelle piazze: così gli anti-Porcellum si preparano al rush finale
Referendum, 5.000 firme da Pistoia
Gianni Parrini
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A fianco, uniniziativa anti-Porcellum. Sotto, un momento della raccolta firme. In basso, il sindaco mentre firma Partiti e comitati: «I cittadini vogliono scegliere chi li rappresenta»
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PISTOIA. L'obiettivo? Toccare quota 5.000. Un centesimo delle firme necessarie a mandare in pensione il cosiddetto "Porcellum", la legge elettorale ideata dal ministro Calderoli, potrebbe arrivare dalla città di Pistoia e dalla provincia. È quanto emerge da un rapido sondaggio tra i comitati promotori del referendum abrogativo. I cittadini, infatti, non sono insensibili all'argomento. Nonostante la raccolta delle firme sia partita in sordina a causa delle ferie agostane, ora che ci si avvia al rush finale tutti i soggetti coinvolti sono fiduciosi di poter superare gli obiettivi inizialmente prefissati. «Come Idv ci eravamo dati il traguardo delle 500 firme in tutta la provincia - spiega Andrea Betti, consigliere comunale e provinciale del partito - Ma abbiamo già raggiunto quota 800 e puntiamo a sfondare il numero delle mille adesioni. I banchetti si trovano la mattina al mercato e nella piazza del Globo. C'è sempre ressa, perché le persone si sono stufate delle liste bloccate e vogliono scegliere le persone che mandano in Parlamento». Anche Sel si sta dando da fare in tutta la provincia per far crescere il numero delle adesioni: «Siamo presenti in diversi Comuni con i nostri punti di raccolta delle firme - spiega Andrea Pacini, coordinatore provinciale del partito - I moduli ci sono stati richiesti un po' ovunque Montecatini, Massa e Cozzile, Agliana, Montale e tutta la Valdinievole. A quanto siamo? Per il momento intorno alle 600, ma contiamo di arrivare su numeri a tre cifre. Chiunque sia interessato può venire a sottoscrivere il modulo al circolo Bugiani, dove si trova la nostra sede». Non tutti i partiti hanno sposato dal principio la causa del referendum. Il Pd, ad esempio, è tra questi. Ma ora le cose stanno cambiando: vari esponenti del partito hanno apposto la propria firma in calce ai moduli referendari e alcuni circoli cittadini stanno organizzando dei banchetti. Il più attivo è il gruppo dei giovani: «Abbiamo iniziato una settimana fa, presentandoci al mercato per raccogliere firme e informare le persone - spiega Riccardo Trallori, 22 anni - E nei prossimi giorni ci daremo da fare, sia per le vie del centro, sia davanti alle biblioteche e ai luoghi di lavoro. Perché i giovani sono così interessati? Cambiare questa legge elettorale rientra in un discorso sulla partecipazione a cui i ragazzi della mia età sono molto sensibili. Per ora siamo fermi a 150 firme, ma puntiamo ad arrivare a 500». Tra i primi a muoversi vi è sicuramente il comitato per la salvaguardia della Costituzione: «Supereremo le 1.500 firme - afferma Rosalba Bonacchi, referente del comitato referendario presieduto da Arturo Parisi - Ho proposto ai vari gruppi di creare una sorta di task force per coprire al meglio la provincia. Fino a qualche giorno fa, infatti, alcuni Comuni non avevano le schede per raccogliere le firme. Stiamo cercando di velocizzare le operazioni, ma purtroppo il tribunale mi ha fatto avere 100 moduli vidimati solo ieri pomeriggio». Anche negli uffici comunali di "Pistoia informa" si può mettere la firma per il referendum: al momento se ne contano 38. Intanto, le lancette dell'orologio corrono veloci: il 30 settembre scadono i termini, ma per permettere alle segreterie comunali di svolgere le verifiche ci si fermerà qualche giorno prima.
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