CONFARTIGIANATO
«Regione, banche e aziende toscane insieme per comprare la Breda»
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La manifestazione dei lavoratori Breda di giovedì scorso 2 MINUTI DI LETTURA
PISTOIA. «Ricompriamoci la Breda prima che sia completamente svuotata. Diamo vita ad una joint-venture pubblico-privata tutta toscana e riprendiamoci ciò che il nostro territorio ha costruito nel tempo e che gli spetta di diritto. Non lasciamo che l'azienda diventi merce di scambio in strategie puramente speculative che passano addosso a lavoratori e imprese dell'indotto». Quella lanciata dal comitato di presidenza di Confartigianato Pistoia non è una mera provocazione ma una proposta concreta. Per l'associazione di via Fermi, ormai Finmeccanica ha perso qualunque credibilità. Da qui la proposta di realizzare una società di imprese toscane che, insieme ad un partner forte e alle istituzioni, possa far riemergere le capacità progettuali, produttive e commerciali dello stabilimento AnsaldoBreda. «La Regione giocherebbe un ruolo fondamentale - spiega il presidente di Confartigianato Simone Balli - garantendo la credibilità del progetto, assicurando commesse e investendo per salvare i posti di lavoro dell'industria di via Ciliegiole e di tutto l'indotto. A fianco della Regione dovrebbero intervenire le banche locali, le fondazioni e i vari potentati economici toscani, in un azionariato diffuso che miri a valorizzare il nostro patrimonio di conoscenze e competenze. Le capacità imprenditoriali ci sono: le imprese dell'indotto fanno innovazione e lavorano in qualità da anni e, insieme ai dipendenti Breda, sono in grado di pensare e realizzare chiavi in mano prodotti validi e commercialmente appetibili». «Occorre che tutto il territorio - aggiunge il segretario Patrizio Zini - investa concretamente per riappropriarsi della Breda. Ai sindacati chiediamo di partecipare concretamente all'operazione».
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