Il Tirreno

Pistoia

Montale ricorda i martiri del 4 settembre 1944

In quattro furono impiccati per ritorsione dai tedeschi ai tigli di via Roma

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 MONTALE. Parteciperà anche il comandante provinciale dei carabinieri Fabrizio Volpe alla commemorazione dell'eccidio di via Roma. La cerimonia, in programma per domenica, inizierà alle 9,15 a Villa Smilea, con i saluti del sindaco Scatragli. Seguirà l'intervento del comandante Fabrizio Volpe.  Il corteo di gonfaloni si metterà poi in cammino per raggiungere via del Rio, che sarà intitolata a Rolando Guazzini, carabiniere morto durante i bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale. Successivamente il sindaco Scatragli depositerà una corona ai piedi della lapide dedicata ai cinque montalesi assassinati nell'attuale via Martiri della libertà.  Le celebrazioni si concluderanno alle 11 con la messa nella chiesa di San Giovanni Evangelista.  Una tragedia agghiacciante quella che colpì la popolazione montalese il 4 settembre del 1944. Il giorno precedente un soldato tedesco era stato ucciso al Ponte alla Trave, sul confine col comune di Agliana. Immediata la vendetta dei suoi commilitoni. Caricarono il compagno morto su un barroccio e si diressero verso la piazza centrale di Montale. Lungo il tragitto rastrellarono chiunque capitasse a tiro, colpevole o innocente che fosse.  Il primo ad essere catturato fu Anselmo Giugni, di 63 anni, che stava riposando su una cassapanca della cucina. In quel frangente arrivò anche il fratello minore di Anselmo, Guido Giugni, che fu costretto dai tedeschi ad unirsi al corteo di condannati.  «All'epoca avevo solo tre anni, ma ricordo quell'episodio come se fosse accaduto ieri - racconta Paolo Giugni, nipote di Anselmo - Il mio prozio Guido stava tornando dal campo con un fastello di erbe tra le braccia: glielo fecero gettare a terra e lo portarono via».  Furono rastrellate altre otto persone, perchè quell'improvvisata legge marziale pretendeva dieci italiani per ogni tedesco ucciso. Gli sventurati dovettero passare una nottata insonne sorvegliati dai loro carnefici. Qualcuno riuscì a fuggire prima del mattino, gli altri si avviarono verso il luogo della loro esecuzione. Guido Giugni, sfidando la sorte, decise di scappare lungo il cammino e questo gli consentì di salvare la propria vita. Il fratello Anselmo non ce la fece e insieme ad altri quattro uomini fu impiccato ai tigli di via Roma.  Pochi giorni dopo, il 9 settembre, gli Alleati avrebbero liberato il paese. M.V.

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