Italia
Messa in latino nella città gemella che non ha cattolici
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Don Umberto Pineschi 2 MINUTI DI LETTURA
PISTOIA. Nella città giapponese di Shirakawa, gemellata con Pistoia, dove non abita neppure un cattolico su circa 66 mila abitanti, un prete pistoiese, ieri, ha celebrato Messa. L'ha celebrata in latino, con canti in gregoriano, facendosi prestare la chiesetta dalla piccola comunità dei luterani, unica presenza cristiana nella regione. È don Umberto Pineschi, canonico della Cattedrale di Pistoia: un sacerdote che, in Giappone, è famoso anche per la sua amicizia con l'imperatrice Michiko, appassionata di musica per organo (da due anni è stato insignito della più alta onorificenza che il Giappone può dare a un cittadino privato: l'Ordine del Sol Levante con Nastro e Raggi d'Oro. E nel 1993 Michiko, con l'imperatore, visitò Pistoia e i suoi preziosi organi musicali). Don Pineschi (76 anni) in questi giorni è in Giappone dove sta dirigendo la 27ª edizione dell'Accademia di Musica Italiana per Organo. Una della attività dell'Accademia (cui partecipano 20 organisti provenienti da tutto il Giappone) è la Messa domenicale, a cui i corsisti partecipano per libera scelta, anche se quasi tutti sono presenti. «A Shirakawa - conferma don Pineschi - non vi è neppure un cattolico. Ci sono solo una ventina di cristiani luterani. Essi hanno una chiesa, che viene concessa per questa occasione: un edificio grazioso, realizzato su una collina della frazione di Sohara, tutto in legno di cedro giapponese, con grandi vetrate che permettono di vedere e godere il verde dei boschi che la circondano». Nella chiesa c'è un piccolo interessante organo costruito in stile italiano dall'organaro Hiroshi Tsuji, cittadino onorario di Pistoia per avervi restaurato nel 1984 l'organo della chiesa di San Filippo. «Questa Messa - racconta don Pineschi - è un seme gettato, con speranza, in un ambiente in pratica privo di presenza cristiana. Essa, oltre al suo ruolo di celebrazione festiva cattolica, ha anche lo scopo non solo di far capire agli organisti partecipanti al corso, il ruolo che riveste l'organo nella liturgia, ma anche di far vedere nella pratica che i grandi compositori italiani del passato componevano non perché le loro musiche venissero eseguite in concerto, ma per interpretare il mistero eucaristico e per ornare l'azione liturgica al pari, o magari di più dei paramenti e degli altri arredi sacri. Infatti gli allievi si sono alternati all'organo per eseguire proprio i pezzi che stanno studiando durante il corso». A dirigere il corso in Giappone, oltre al maestro Umberto Pineschi, anche il maestro Andrea Vannucchi, entrambi dell'Accademia d'Organo "Giuseppe Gherardeschi" di Pistoia. La celebrazione eucaristica si è svolta secondo il messale del Concilio Vaticano II, ma, vista la sua particolarità, tutta in latino e in canto gregoriano. L'omelia è stata tradotta in giapponese.
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