Coraggio e fede: e Scatizzi disse sì alla nascita del Ceis
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Monsignor Simone Scatizzi scomparso un anno fa 2 MINUTI DI LETTURA
PISTOIA. Un anno fa, il 27 agosto 2010, moriva monsignor Simone Scatizzi, vescovo emerito di Pistoia e pastore della diocesi pistoiese per 25 anni. A causa di una malattia ematica, era ricoverato nell'ospedale cittadino dall'inizio di luglio. Aveva 79 anni. A un anno dalla scomparsa, il Ceis di Pistoia vuole ricordare una figura che per la vita dell'associazione ha avuto un ruolo estremamente importante. «La vita del Centro di Solidarietà di Pistoia - ricordano i responsabili - si mescola fino dalla sua nascita con la responsabilità pastorale che allora si assunse monsignor Scatizzi nella nostra Diocesi. Fu il giorno 13 luglio 1981, dopo il suo arrivo a Pistoia, che per primo ricevette un gruppo di giovani guidato da una religiosa (Suor Geltrude), che volevano iniziare un progetto di prevenzione nei confronti del grave problema della tossicodipendenza. La temeriarità dell'impresa, correlata con la giovane età degli studenti guidati dalla loro insegnante, avrebbe indotto qualsiasi a, perlomeno, prendersi tempo nel dare una risposta». Invece non fu così e il Ceis vuole ricordare quell'emozionante momento con le parole dello stesso monsignor Scatizzi: "...mi parve di capire che potevo fidarmi (...). Mi parve come una benedizione del Signore, anzi una sua carezza appena giunto a compiere, in nome della Chiesa, un servizio non facile, in un contesto in cui, da alunno una volta, ero chiamato ad impegnarmi per essere guida. Mi caricai anch'io della loro fiducia. Promisi la mia vicinanza. Il mio sostegno". «Ricordarlo oggi - proseguono dal Ceis, rimuove in noi un groviglio di sentimenti che pur dolorosi ci danno la consapevolezza di non averlo perduto, anzi, in ciò che facciamo oggi "vive sempre" il suo sostegno morale di sprone ad essere sempre coraggiosi, colmi di speranza e di fede, in questo difficile nostro compito, trentennale, della nostra associazione che si è trovata spesso in difficoltà rispetto alle normative, alle strutture, ai problemi economici, al mutare delle condizioni socio-culturali di una società sempre in evoluzione e che spesso lascia per strada i più deboli e crea vuoti esistenziali spingendo alcuni a trovare soluzioni effimere capaci di distruggere ed annientare la dignità e l'essenza dell'uomo. E' su questo terreno, soprattutto, che la vicinanza di monsignor Scatizzi ci è stata fondamentale in quanto portatrice di una grande fede in Dio e nell'Uomo sua creatura, partendo propio da coloro che più di ogni altro hanno perduto il senso della loro dignità ed hanno bisogno di recuperarla».
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