Il Tirreno

Pistoia

Esenti ma scontenti in coda al Cup

L’attesa ieri mattina al Cup dell’ospedale del Ceppo
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L’attesa ieri mattina al Cup dell’ospedale del Ceppo

Il sistema modulato sul reddito non piace: «I soliti furbi non pagheranno»

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 PISTOIA. Debutto senza problemi ma con molti dubbi e critiche. Il ticket sanitario toscano sarà pure stato modulato in base al reddito per venire incontro agli assistiti più disagiati, ma ai pistoiesi proprio non piace. La nuova tariffa da applicare a farmaci, visite ambulatoriali e specialistiche, richieste di esami e analisi ha fatto ieri il suo debutto in tutta la Toscana. Al Cup dell'ospedale del Ceppo la situazione è filata liscia per tutta la mattina: pochi disagi pratici o tecnici per gli assistiti in fila al centro unico di prenotazione dell'Asl 3, ma ancora tanti dubbi e tante polemiche, con un grande protagonista: l'esercito degli esentati.  La maggior parte dei pistoiesi in fila ieri mattina allo sportello del Cup del nuovo ticket sa ben poco, per un motivo molto semplice: facendo parte della categoria degli esentati dal pagamento, non hanno prestato molta attenzione alle nuove modalità di applicazione della tariffa. In Toscana il 70% delle prestazioni viene assicurato in regime di esenzione: per patologie croniche, malattie oncologiche, malattie rare, per gli invalidi, gli infortunati sul lavoro e molti altri. Categorie che la Regione ha riconfermato una per una, aggiungendo all'esenzione del pagamento anche chi ha un reddito inferiore a 36.151,98 euro.  «Io di questo nuovo ticket non so nulla ma tanto ero esentato e continuo ad esserlo, quindi... - afferma Piero - Comunque questa nuova tariffa mi sembra un'idiozia. In pratica la Regione è stata costretta a mettere nuovi balzelli su noi cittadini perché da Roma preferiscono così piuttosto che tagliare i veri sprechi».  Il pensiero sul nuovo ticket viene riassunto anche da Franco Calò che si trova d'accordo col signor Piero: «E' una novità che a me non va giù, e penso anche alla maggior parte dei pistoiesi - afferma - I cittadini pagano già tante tasse, metterne un'altra è una mezza idiozia».  L'affermazione del signor Calò trova conferma nelle parole degli altri pistoiesi in fila ieri mattina al Cup del Ceppo: «Se non lo mettevano era meglio di sicuro - afferma un'anziana signora - Già la pensione è risicata, poi con questi nuovi balzelli si fa presto a spendere altri soldi. Comunque sempre meglio modularli in base al reddito che indistintamente come aveva deciso il governo».  D'accordo anche Sergio Piccolo e Paola Basso: «Giusto che chi ha di più paghi di più ma sinceramente rientriamo in categorie esentate dal pagamento quindi non ci siamo informati molto sulla novità». Marco Cavazzi invece mette l'accento sul problema dei furbetti: «Può essere una buona idea quella di far pagare il ticket in base alla ricchezza del nucleo familiare - afferma - Personalmente non sapevo si dovesse compilare alcun modulo sul reddito, ma il problema grosso secondo me è un altro: chi controlla che la persona dica la verità sul proprio reddito? I furbi sono sempre dietro l'angolo e secondo me molti si dichiareranno esentati anche se non lo sono».  Un problema, quello dei finti esenti e più in generale dei furbi, sul quale la Regione Toscana ha voluto però rassicurare, promettendo controlli a tappeto: la situazione di reddito autocertificata infatti sarà accertata con i dati disponibili dell'Agenzia delle Entrate. L'eventuale evasione del ticket su dichiarazione falsa comporterà il recupero dell'importo non pagato e la trasmissione degli atti all'autorità giudiziaria per l'applicazione delle sanzioni previste dal codice penale.  Altro problema che i pistoiesi pongono di fronte al debutto del nuovo ticket è quello della privacy: «Quella di mettere una tariffa su medicinali, visite e quant'altro non mi sembra una buona idea - commenta una signora - E' anche vero che non saprei in quale altro modo si possa rimodularli, se non in base al reddito appunto. Il nodo principale però a mio avviso è un altro: con tutti questi codici che fanno riferimento alla "ricchezza" del nucleo familiare dell'assistito si lede la privacy dell'individuo».  Un problema che non riguarda soltanto coloro che dichiarano di appartenere a una fascia di reddito piuttosto che a un'altra, ma anche tutti gli esentati che ad esempio si trovano in cassa integrazione (codice CIG), in mobilità (codice MOB) oppure senza lavoro (codice DIS).  Oltre a queste categorie, vengono esentati anche coloro che dichiarano un reddito familiare lordo inferiore a 36.151,98 euro (fascia A). Per tutti gli altri le fasce di reddito sono 3: RB, se calcolato sul reddito, o IB se calcolato sull'indicatore Isee, per le famiglie con reddito compreso tra 36.151,99 euro e 70 mila euro; RC/IC per i nuclei con reddito compreso tra 70 e 100 mila euro; RD/ID oltre i 100 mila euro di reddito familiare lordo. Per quanto riguarda le visite generali invece la tariffa è stata arrotondata da 18,60 euro a 22 euro, per quelle di controllo da 12,90 a 22 euro; per Tac e risonanza magnetica sono previsti invece ticket separati: 5 euro per la fascia RB/IB, 10 euro per la fascia RC/IC, 15 euro per la fascia RD/ID. Luca Giuntini ALTRI SERVIZI A PAG. 3

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