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Risparmiare nella Sanità? Insieme a operatori e utenti

Faustino Innocenti
Risparmiare nella Sanità? Insieme a operatori e utenti

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Sembra che il Servizio sanitario toscano sia uno dei migliori d'Italia (e oltre), e può essere vero, ma certo non si può dire che non presenti problemi e non sia migliorabile. Basta pensare alle liste d'attesa per tanti esami e visite specialistiche, che obbligano i cittadini a pagare di tasca propria per avere tempi decenti e visite attendibili.  Quindi i cittadini in genere non sono del tutto contenti, e, anche di fronte ai tagli responsabili di tante disfunzioni, ribattono che questi però non riguardano gli stipendi di medici, dirigenti e neanche i poco comprensibili "premi di produzione". 

Talvolta si legge poi di un timore, che nel futuro "mancheranno i medici". Questo è veramente incredibile e ridicolo: basta pensare che vi è un numero chiuso per iscriversi alle facoltà, con un test di ammissione molto discusso, che permette l'iscrizione di 200 studenti circa su 2000 che fanno domanda. Ma si potrebbe migliorare tutto questo? Sì.  Lavoro nel settore da oltre 40 anni e dico che si potrebbe migliorare l'assistenza e addirittura ridurre la spesa se si tornasse a una partecipazione di operatori e utenti-cittadini alla gestione di una grande azienda pubblica come la sanità, realizzando un loro coinvolgimento verso gli obiettivi preposti: migliorare l'assistenza; ridurre la spesa (perché non è vero che spendendo di più si ha un'assistenza migliore!).  Partecipazione e coinvolgimento da circa 20 anni mancano totalmente. Chi vi lavora sa quanto sono gli sprechi di esami prescritti e riprescritti da diversi specialisti, i farmaci cambiati con altri molto simili, e persino ricoveri spesso inutili o dannosi solo perché gestiti senza la dovuta integrazione fra medici ospedalieri e medici curanti di base. 

Quindi è un problema di gestione dell'azienda sanitaria, senza coinvolgimento di operatori e cittadini, che non permette di migliorare.  Ora poi arrivano anche i ticket ad aumentare la confusione e la sfiducia verso la sanità pubblica, specie se così complicati (sappiamo che le regole per essere buone dovrebbero essere certamente giuste, ma anche facili da capire e da applicare).  Credo che una partecipazione dei cittadini alla spesa contribuirebbe ad una loro educazione e responsabilizzazione, dei cittadini e dei medici prescrittori, che oggi manca. Il "tutto gratis" alimenta solo il business della sanità.  Il ticket impostato in un certo modo avrebbe un ruolo di informazione e sul costo pieno di farmaci ed esami che oggi non c'è. Come? Se per esempio il ticket fosse il 10% del costo totale il cittadino potrebbe risalire immediatamente a questo, farebbe maggior attenzione agli sprechi e chiederebbe maggiore attenzione al medico prescrittore.  Ovviamente facendo esenti cittadini gravemente malati o con reddito molto basso.

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