Il Tirreno

Pistoia

Pistoia capitale europea della cultura

I nostri organi un patrimonio unico

Don Umberto Pineschi
◗
Don Umberto Pineschi

2 MINUTI DI LETTURA





L'idea di candidare Pistoia a capitale europea della cultura è suggestiva. Potrebbe apparire, a prima vista, ambiziosa. Ma - a parte il fatto che l'ambizione è un forte motore di cambiamento (e di ambizione, in una città impigrita come Pistoia, ce ne vorrebbe assai di più, in tutti i settori) - il sasso lanciato nello stagno è assai più realistico e praticabile di ciò che non appaia a prima vista.  Scorrendo l'elenco delle città che si sono già mosse in vista di questo obiettivo, credo proprio sia facile concludere che Pistoia, con le sue caratteristiche spesso raffinate, la partita potrebbe benissimo giocarsela.  Fra le caratteristiche lasciate che sia proprio io a sottolinearne una davvero unica: la presenza, in chiese grandi e piccole del territorio pistoiese, di un elevato numero di organi (circa 150, in tutto) che rendono un omaggio prezioso a una cultura con la "C" davvero maiuscola. A rendere unica l'offerta di questi strumenti è anche, aspetto da non trascurare, la loro oggettiva diversificazione: esistono in Italia città con numeri di strumenti certo anche maggiori dei nostri, ma Pistoia è un caso specialissimo, anche se non unico, per diversificazione, nel senso che qui si trovano, a poca distanza gli uni dagli altri, organi di epoche e di stili diversi, molti dei quali pienamente efficienti.  Il passato ci regala dunque un giacimento prezioso, così come preziosi sono alcuni fra i nostri edifici di culto e preziosi alcuni fra i nostri arredi legati alla dimensione verticale. Preziosi i pulpiti. Preziosa la cupola dell'Umiltà... Preziosa la piazza del Duomo. Preziosa, starei per dire, anche quella dimensione ("del silenzio") che a prima vista rende la nostra una città schiacciata davanti alla straordinaria bellezza di Firenze, imponendola però, subito, agli occhi e al cuore di un turismo colto. Auspico dunque che chi ne ha la competenza, in primo luogo l'amministrazione comunale, raccolga per tempo l'idea lanciata da Tommaso Braccesi. Si tratta di muoversi con i canali giusti per avanzare una proposta che può benissimo essere giocata in competizione con altri. Di "filo" per tessere, a Pistoia, ne abbiamo in abbondanza. Dunque perché non provare a costruire, tutti insieme, una rete di qualità?". Don Umberto Pineschi parroco e presidente Accademia G. Gherardeschi

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Italia

Muore nello schianto contro la vettura dell’ex compagno: ipotesi omicidio volontario

di Redazione web