Il Tirreno

Pistoia

Ladri scatenati a Sant'Agostino

A sinistra la signora Mery dietro il bancone dell’edicola di via Fermi. Sopra, un’impiegata della Call and Call mostra la casetta del fondo spese svuotata dai ladri. A destra, l’interno del negozio Pescaproject di via Galilei: sparita da sopra il bancone la cassetta del registratore di cassa
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A sinistra la signora Mery dietro il bancone dell’edicola di via Fermi. Sopra, un’impiegata della Call and Call mostra la casetta del fondo spese svuotata dai ladri. A destra, l’interno del negozio Pescaproject di via Galilei: sparita da sopra il bancone la cassetta del registratore di cassa

Colpi all'ex Answers, a un'edicola e ad un negozio di attrezzature da pesca

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PISTOIA. Ladri scatenati la scorsa notte nella zona industriale di Sant'Agostino. Tre i furti commessi a poche decine di metri l'uno dall'altro. Nel mirino, l'ex Aswers di via Galilei, un negozio di articoli da pesca nella stessa strada e l'edicola che si trova in via Fermi. Tra denaro in contanti e merce, un bottino che complessivamente ammonta a non più di un paio di migliaia di euro. Ingenti però i danni causati per mettere a segno i colpi.  Probabilmente i ladri sono entrati in azione attorno a mezzanotte. E' stato infatti poco prima dell'una che è scattato l'allarme del negozio Pescaproject, collegato con la centrale di un istituto di sorveglianza. I ladri hanno forzato la porta d'ingresso con un piede di porco e in poche decine di secondi si sono impadroniti della cassa del registratore, sbarbando completamente i cavi, e di varia attrezzatura: una quindicina di canne da pesca e svariati mulinelli.  «Probabilmente - spiega uno dei responsabili del negozio di via Galilei, che ha aperto i battenti circa quattro anni fa - prima erano venuti a fare un sopralluogo durante l'orario di apertura perché sono andati a colpo sicuro. Hanno portato via la cassa: ieri non avevo fattoio la chiusura e dentro c'era tutto l'incasso della giornata; diversi soldi. Hanno fatto tutto velocemente, per scappare prima che arrivasse qualcuno una volta scattato l'allarme».  Sul posto sono accorsi i vigilantes e i carabinieri. Dei ladri, però, nessuna traccia. Per questo sembra scontato che i furti all'edicola e al call center, distanti poche decine di metri, siano stati messi a segno prima: la presenza delle forze dell'ordine non li avrebbe certo resi possibili.  Alla Call and Call - ex Answers - i ladri sono entrati dopo aver forzato la porta metallica del bar, sul retro dell'edificio. Bottino, poche centinaia di euro, racimolati scassinando la macchinetta del caffè e la cassa per le spese correnti.  «Ad accorgersi del furto sono state le donne delle pulizie - racconta Mirela Mincu, impiegata in amministrazione - Il telefono mi è squillato alle 6.30 di mattina. Erano le dipendenti della ditta di pulizie: "Sono entrati i ladri" mi hanno detto. Mi sono precipitata a vedere. Quando sono entrata la porta di ingresso, a vetri, era intatta. Dentro però c'era il caos. C'erano fili elettrici sbarbati, cavi delle comunicazioni recisi, la telecamera interna era stata sbarbata e portata via, quella esterna era stata messa fuori uso. Hanno persino strappato i cavi del citofono. Il furto di soldi è stato minimo: i ladri si sono avventati contro la macchinetta di distribuzione automatica del caffè e hanno ripulito il cassetto degli uffici dell'amministrazione. Avranno preso 250 euro o poco più. In azienda non teniamo contanti: nel cassetto teniamo un piccolo fondo che serve solo per le spese quotidiane, per le spedizioni, la posta. Più che un furto sembra essere stato un atto vandalico. I danni infatti sono di sicuro molto più ingenti della refurtiva. Per fortuna è intervenuto rapidamente il tecnico che ha riattaccato tutte le connessioni e ha permesso, alle 8, di iniziare a lavorare normalmente. Erano stati recisi infatti anche i cavi per l'accensione dell'impianto di computer e telefoni».  Valore dei danni causati molto superiore a quello del bottino quindi.  «Ci mancava pure il furto! - commenta Marila Mariotti, sindacalista dell'rsu - I ladri stanotte devono essere entrati dalla porta secondaria del bar che infatti aveva dei segni di effrazione. Poi si sono avventati sulla macchinetta del caffè. Alle 8, quando sono arrivati i dipendenti del primo turno, c'erano ancora i vetri per terra».  In via Fermi, a due passi dall'incrocio con via Galilei, si trova l'edicola Bonacchi. Da un anno Paolo e Mery hanno spostato lì il loro punto vendita. I ladri hanno scassinato con un cacciavite la serratura del comando elettrico che fa alzare il bandone che chiude l'ingresso.  «Ce ne siamo accorti stamani alle 6: noi apriamo a quell'ora - racconta Mery - Hanno preso solo i soldi che c'erano nel cassetto: 100 euro e qualche spicciolo. Non sembra manchi altro». «I danni per fortuna sono stati pochi - aggiunge Paolo Bonacchi - Se la porta a vetri dietro il bandone fosse stata chiusa l'avrebbero senz'altro spaccata».

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