Il Tirreno

Pistoia

Scoppia la protesta alle aziende farmaceutiche Infra e Rsm

Senza stipendio da tre mesi 80 lavoratori in agitazione

Michele Gargini sindacalista Cgil segue la vicenda A sinistra particolare di un laboratorio farmaceutico
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Michele Gargini sindacalista Cgil segue la vicenda A sinistra particolare di un laboratorio farmaceutico

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 PISTOIA. Laureati in chimica, in farmaceutica, assistenti e operai specializzati. In tutto un'ottantina di persone. Non ricevono lo stipendio da tre mesi. Sono i 42 dipendenti della Rsm di Montale, una azienda di ricerca e sperimentazione nel settore chimico-farmaceutico, insieme ai 31 che lavorano alla Infra di Ponte alla Pergola (zona ex Radicifil), azienda che produce a livello industriale i prodotti che vengono ideati in via sperimentale nei laboratori montalesi. Entrambe le aziende fanno capo al gruppo Inalco di Milano.  Sono ricercatori laureati in chimica farmaceutica, esperti di laboratorio, assistenti, tecnici, operai specializzati: fanno ricerca avanzata e sperimentazione. Non ricevono lo stipendio da aprile, la Inalco non rispetta gli accordi sindacali concordati e non risponde più alle richieste di incontro con i rappresentanti dei lavoratori. Per questo i circa ottanta dipendenti dei due stabilimenti hanno procalmato da ieri lo stato di agitazione. I 31 lavoratori della Infra, già in cassa integrazione a rotazione dallo scorso giugno, hanno incrociato le braccia per tutta la giornata di ieri e annunciano agitazioni anche per i prossimi giorni. Se la situazione non sarà cambiata, anche i lavoratori della Rsm (in contratto di solidarietà dalla fine del 2010) daranno luogo a forme di protesta alla riapertura dello stabilimento (il 22 agosto) dalla pausa estiva. Il 13 maggio i sindacati avevano concordato con il gruppo Inalco, guidato da Giovanni Cipolletti, un piano di recupero degli stipendi arretrati che prevedeva il saldo completo delle mensilità arretrate a ottobre. Secondo tale accordo, al 31 luglio l'azienda avrebbe dovuto pagare lo stipendio di maggio, ma questo non è accaduto. I sindacati hanno chiesto un incontro con l'azienda ma anche questo è stato declinato. L'accordo prevedeva infine anche una verifica del pagamento degli arretrati nel mese di luglio: stessa sorte degli altri.  «Il mancato pagamento e il mancato rispetto degli accordi sottoscritti dimostrano l'irresponsabilità della direzione aziendale - afferma Michele Gargini, segretario Filctem Cgil - e lasciano i lavoratori in una situazione di forte difficoltà e incertezza. Abbiamo accettato il ricorso agli ammortizzatori in funzione di una ripresa dell'attività dei due stabilimenti. Il gruppo dice di essere in contatto con una multinazionale americana che dovrebbe accogliere la sperimentazione. A quel punto il lavoro ripartirebbe. Non accettiamo però che nel frattempo non vengano pagati gli stipendi».

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