Il presidio
Addio a don Alfredo Bellini, missionario e paladino dei diseredati
1 MINUTI DI LETTURA
A 85 anni aveva deciso di tornare in Brasile. Cinque anni fa aveva salutato la sua famiglia sapendo che sarebbe stata l'ultima volta. Ma la chiamata degli ultimi non poteva rimanere inascoltata.
È morto sabato pomeriggio, a 90 anni, in Brasile, padre Alfredo Bellini, amatissimo missionario comboniano della Diocesi di Pistoia. «La sua famiglia era laggiù - spiega il nipote Paolo Toccafondi - Lui aveva deciso di morire là». Padre Bellini nasce nel 1921.
A venticinque anni prende i voti ed entra nei missionari comboniani di Verona. La sua prima missione è in Mozambico, dove passa i suoi primi 12 anni a fianco dei più poveri. L'istituto religioso lo manda tre anni in Portogallo a dirigere un seminario.
Ma torna presto in missione: nel 1976 parte per il Brasile, prima nel sud, fino al 1987, poi a Balsas, nel nord est del Brasile, in una delle regioni più povere dello stato sudamericano.
«Per mio zio i poveri non si aiutavano con l'elemosina - continua il nipote - ma aiutandoli a lottare per i loro diritti e la loro dignità. Per anni si è impegnato per realizzare una radio (Radio Boa Noticia, ndr), che diffonde tuttora il messaggio evangelico per tutta la sua parrocchia, in un territorio largo oltre cinquecento chilometri, come da Pistoia a Napoli».
È morto sabato pomeriggio, a 90 anni, in Brasile, padre Alfredo Bellini, amatissimo missionario comboniano della Diocesi di Pistoia. «La sua famiglia era laggiù - spiega il nipote Paolo Toccafondi - Lui aveva deciso di morire là». Padre Bellini nasce nel 1921.
A venticinque anni prende i voti ed entra nei missionari comboniani di Verona. La sua prima missione è in Mozambico, dove passa i suoi primi 12 anni a fianco dei più poveri. L'istituto religioso lo manda tre anni in Portogallo a dirigere un seminario.
Ma torna presto in missione: nel 1976 parte per il Brasile, prima nel sud, fino al 1987, poi a Balsas, nel nord est del Brasile, in una delle regioni più povere dello stato sudamericano.
«Per mio zio i poveri non si aiutavano con l'elemosina - continua il nipote - ma aiutandoli a lottare per i loro diritti e la loro dignità. Per anni si è impegnato per realizzare una radio (Radio Boa Noticia, ndr), che diffonde tuttora il messaggio evangelico per tutta la sua parrocchia, in un territorio largo oltre cinquecento chilometri, come da Pistoia a Napoli».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
