Il comitato a difesa dellacqua diffida Ato e sindaci
«Dopo il referendum quel 7% deve sparire dalle bollette»
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Iniziativa per lacqua pubblica 1 MINUTI DI LETTURA
PISTOIA. Quel 7% di remunerazione del capitale investito deve sparire dalle bollette di Publiacqua. Con una diffida a tutti i sindaci dell'Ato, il "Comitato unitario pistoiese in difesa dell'acqua bene comune" ha richiesto la tempestiva applicazione dell'esito del referendum con il quale quasi il 96% dei votanti (quorum oltre il 54%) hanno votato per l'abrogazione della norma che permetteva alle società di gestione il guadagno sul capitale investito attraverso il carico del 7% sulla bolletta dell'acqua. La lettera di diffida è indirizzata all'Autorità d'Ambito Medio Valdarno e ai sindaci di tutti i Comuni appartenenti all'Ato 3. Il Comitato, aderente al Forum italiano dei movimenti per l'acqua chiede che «venga senza indugio convocata l'assemblea dei sindaci con un unico punto all'ordine del giorno: adeguamento della tariffa del Sistema idrico integrato all'esito del referendum abrogativo del 12 e 13 giungo». Il comitato diffida anche «l'autorità d'ambito a provvedere immediatamente ad adeguare la tariffa del Servizio idrico integrato, al fine di renderla coerente con l'esito referendario, eliminando quindi dalla tariffa la remunerazione del capitale investito». E aggiunge: «Si avvisa sin d'ora che in caso di mancato tempestivo adeguamento delle tariffe il Copistoiese agirà in tutte le sedi opportune, ivi comprese quelle giurisdizionali, per rendere effettivo un fondamentale diritto dei cittadini affermato con la consultazione referendaria del 12 e 13 giugno». M.Q.
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