PARTECIPAZIONE
Nel 2009 in 400 dissero: non vanno vendute
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Pubblico a un incontro sul futuro del complesso 2 MINUTI DI LETTURA
PISTOIA. Oltre 49.000 euro impiegati nel 2009 per consultare cittadini, associazioni di volontariato, tecnici, addetti ai lavori, ordini professionali, ex lavoratori del manicomio, sul futuro delle Ville Sbertoli. Per la redazione della scheda del regolamento urbanistico relativa alle Ville Sbertoli, il Comune, due anni fa, ha lanciato un percorso di consultazione della cittadinanza. Un processo di partecipazione che ha dato indicazioni precise almeno su un punto: l'area non deve essere ceduta ai privati. Per il 76% dei pistoiesi che hannno partecipato al percorso, infatti, le Ville Sbertoli sono una risorsa e un'opportunità da sfruttare. Il 50% ammetteva la possibilità di un cofinanziamento pubblico-privato, mentre un buon 36% preferiva che il recupero dell'area fosse svolto soltanto con risorse pubbliche. Il 10%, invece, si era pronunciato per una cessione dell'area ai privati. «Gli esiti del percorso - spiega l'assessore all'urbanistica Silvia Ginanni - sono stati in gran parte recepiti dal regolamento urbanistico». Il costo del percorso partecipativo è stato di 49.200 euro di cui 34 mila provenienti da finanziamenti regionali, mentre 15.200 derivanti dalle casse del Comune. Il percorso è stato portato avanti dalla società Swg di Trieste che ha rivolto 11 domande a 394 pistoiesi maggiorenni. Il 25 marzo si è tenuta la conferenza di lancio del progetto presso l'auditorium della biblioteca. Il percorso, poi, è andato avanti per mesi: è stata fatta una visita guidata in pullman alle Ville con l'assessore all'urbanistica, gli esperti e i facilitatori di un'altra società, la MartiniAssociati; sono stati fatti dei focus-group con gli ordini professionali, le categorie economiche e produttive, i cosiddetti "custodi della memoria" (medici, psicologi, infermieri, centralinisti, addetti alla manutenzione del vecchio manicomio e associazioni per il disagio mentale), altre associazioni pistoiesi. Il percorso di lavoro si è concluso con una performace alle Ville Sbertoli dal titolo "Musica come terapia" con i musicisti Giovanni Canale e Carlos Alberto Perez.
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