Italia
Oggi a Roma i funerali del parà ucciso in Afghanistan
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Soldati italiani in pattugliamento a Bala Murghab3 MINUTI DI LETTURA
PISTOIA. Stasera alle 18, nella basilica di Santa Maria degli Angeli a Roma, i funerali del primo caporal maggiore David Tobini, ucciso due giorni fa in Afghanistan. L'arrivo della salma è previsto per le ore 10 all'aeroporto di Ciampino. Dalle 15.30 alle 16.30, nel policlinico militare del Celio, sarà allestita la camera ardente. Il sindaco Renzo Berti ha annunciato la sua presenza a Roma, e parteciperà con il gonfalone ai funerali solenni del militare. Ed è lutto cittadino a Pistoia, dove David Tobini, originario di Roma, era da anni di stanza alla caserma Marini. Era partito per la missione in Afghanistan nell'ultima decade di marzo, come il caporal maggiore scelto Simone d'Orazio, 28 anni, originario di Isernia e residente a Roccaraso, in provincia dell'Aquila, rimasto gravemente ferito nell'imboscata di Bala Murghab. E come il caporal maggior capo Francesco Arena, 32 anni, colpito da un proiettile al gomito destro, ma le cui condizioni non destano particolari preoccupazioni. Arena fa parte del 183 reggimento Nembo da 14 anni. Originario di Vibo Valentia, a Pistoia si è costruito anche una vita affettiva. Ha una compagna, Veronica Innocenti, 32 anni, che lavora come cameriera in una pizzeria sulla Sala, e un figlio di un anno. Dallo Stato maggiore della Difesa, a Roma, informano che le condizioni del caporal maggiore d'Orazio permangono estremamente critiche, ma stabili. È tuttora ricoverato in prognosi riservata nell'ospedale americano di Kandahar. Dovrebbe rientrare entro pochi giorni in Italia il caporal maggiore capo Arena, che dall'Afghanistan ha telefonato alla compagna rassicurandola sulle proprie condizioni. «Mi ha detto che sta bene, solo questo conta», dice la giovane donna al telefono. Veronica Innocenti e Francesco Arena vivono a San Pantaleo, anche se lei, durante le missioni del compagno, trascorre molto tempo con i suoi genitori, sul viale Sestini. «La paura è stata tanta, ma quando l'ho sentito al telefono è passato tutto. E anzi - ci dice - sto aspettando una chiamata da lui (erano le 12 di ieri mattina,ndr) e non vorrei che trovasse la linea occupata». I contatti telefonici, gli unici possibili per le famiglie dei militari in Afghanistan insieme a quelli su Skipe, sono di solito brevissimi. Difficile tenere a lungo la linea. Veronica aspetta la telefonata di Francesco, anche per capire quando potrà tornare in Italia, quando lei e il loro bambino potranno riabbracciarlo. In un abbraccio ideale, ma sentito, i pistoiesi hanno stretto i militari della caserma Marini impegnati in Afghanistan. In quella che inizialmente doveva essere una missione di pace. Il tenente colonnello Maurizio Zanchi non manca di ringraziarli. «In caserma - spiega Zanchi, a capo della Marini dalla partenza, nel marzo scorso, del colonnello Marco Tuzzolino - continuano ad arrivare mazzi di fiori e telegrammi di condoglianze. È una dimostrazione di affetto e di vicinanza non soltanto delle istituzioni, ma di tutti i pistoiesi».
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