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Il 28 luglio la firma dellatto che dovrebbe rilanciare la linea ferroviaria
Sambuca dice no alla Regione «Non ci sono soluzioni valide»
Elisa Valentini
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Un treno che sbuca dalla galleria di Corbezzi, sulla Porrettana A lato lassessore Luca Ceccobao 2 MINUTI DI LETTURA
SAMBUCA. «Assessore Ceccobao, il comune di Sambuca non firmerà alcun protocollo d'intesa sulla Porrettana». La protesta viene dal sindaco del Comune montano Marcello Melani in risposta all'invito dell'assessore regionale ai trasporti per la riunione che si svolgerà il 28 luglio nel palazzo della Regione. Oggetto dell'incontro sarà la firma del "protocollo di valorizzazione e salvaguardia della linea Porrettana" che, presentato nel marzo scorso e sottoposto a consultazione con gli enti locali, è pronto per la sottoscrizione finale. Il documento prevede la ricerca di nuove soluzioni per mantenere la funzionalità e rivalorizzare la ferrovia anche nella sua importanza storica di opera pioneristica dell'ingegneria. Opera che fu inaugurata da Vittorio Emanuele II nel 1864 e fu il primo collegamento ferroviario tra Toscana ed Emilia Romagna attraverso l'Appennino. Un provvedimento con tante parole ma pochi fatti, secondo Melani, che lo definisce «inconsistente e privo di significato». «Il protocollo non tiene conto di problematiche che abbiamo evidenziato da tempo come il mancato coinvolgimento della Regione Emilia Romagna, della Provincia di Bologna, dei comuni di Porretta Terme e Granaglione, nonché della Comunità Montana dell'Appennino Pistoiese e di San Marcello». L'invito, infatti, è rivolto soltanto alla Provincia di Pistoia ed ai Comuni di Pistoia e Sambuca. «Non ce la sentiamo di assumerci tutta la responsabilità visto il numero esiguo di treni previsto. Una decisione tale dovrebbe coinvolgere anche il versante emiliano i cui rappresentanti sono stati respinti dai tavoli di lavoro». Poca considerazione del Bolognese anche sulle utenze. «I rilevamenti non hanno mai tenuto conto degli utenti che sono saliti e scesi alle stazioni o fermate di Biagioni-Lagacci, Molino del Pallone, Ponte alla Venturina, Porretta Terme. Nel tratto emiliano ci sono molte persone che prendono il treno anche per spostamenti brevi». Insomma, il protocollo sarebbe privo di fondatezza. «Non c'è traccia di un serio piano di riprogettazione del trasporto in montagna, l'unico penalizzato dalla rimodulazione del trasporto pubblico locale. Solo la Porrettana ha subìto tagli sostanziosi, per le altre linee regionali le variazioni sono rimandate a date da destinarsi». Quanto al rilancio e valorizzazione turistica della ferrovia, «niente di concreto. Non ho ricevuto alcun documento ufficiale del tavolo di lavoro tecnico sulla ricerca di nuove soluzioni di trasporto integrate e nessun assessorato della Regione, al turismo o allo sviluppo economico, si è impegnato finanziariamente».
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