Il titolare: «Usiamo un cellulare tra uffici e officina. Rimpallo di responsabilità tra Fastweb e Telecom»
Azienda senza linea telefonica da due settimane
◗
Franco Filoni 2 MINUTI DI LETTURA
MARESCA. «Non bastavano i noti problemi di viabilità ed i tempi biblici degli interventi di miglioramento. Adesso non funzionano nemmeno le comunicazioni telefoniche». A lanciare un grido d'allarme è Franco Filoni, titolare della Filoni Srl, azienda con 15 dipendenti situata a Maresca che realizza prototipi di mezzi di trasporto di qualsiasi genere con esportazioni su scala internazionale. Filoni esprime la propria esasperazione per le crescenti difficoltà incontrate da chi lavora sul territorio montano: la goccia che ha fatto traboccare il vaso sono i gravi disservizi nella rete telefonica che da lunedì 11 luglio isolano l'azienda da qualsiasi contatto col mondo esterno tramite apparecchio fisso. «Da quasi due settimane siamo senza copertura telefonica sulle quattro linee aziendali e possiamo operare solo con trasferimento di chiamata su un cellulare che viene continuamente scambiato fra il personale amministrativo, tecnico e di officina. Inoltre - prosegue il titolare - non riceviamo né possiamo trasmettere alcun fax, con i danni che questo procura alla nostra azienda per la mancata ricezione di ordini dai clienti, anche stranieri, e il conseguente disservizio nei loro confronti». Reclami alle compagnie telefoniche e segnalazioni agli enti territoriali non hanno avuto alcun seguito. «Il nostro gestore telefonico è Fastweb che spiega il malfunzionamento con problemi tecnici di competenza Telecom; in questo rimpallo di responsabilità, siamo costretti a sopportare l'incredibile disservizio, per il quale abbiamo già avanzato richiesta di indennizzo e risarcimento danni al Corecom», prosegue Filoni. Poi, rivolgendosi a Comune e Provincia: «Chi opera nelle stanze dei bottoni dovrebbe prendere opportuni provvedimenti affinché, di fronte a guasti o problemi tecnici, si possa intervenire in tempi ragionevoli e corretti, superando pretestuosi intralci burocratici, nell'interesse delle aziende che lavorano o vorrebbero farlo». Anche perché, si dice, è già una scelta coraggiosa mantenere la propria sede in montagna. «Non possiamo più accettare questo stato di cose che, sommato alla crisi, impedisce di svolgere serenamente ogni attività. Situazioni simili ci fanno riflettere seriamente sul nostro futuro e la nostra localizzazione sul territorio montano». E.V.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
