Il Tirreno

Pistoia

Sequestra un'automobilista, arrestato pregiudicato

Cinque mesi di indagini della Squadra mobile. La ragazza minacciata con una siringa

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 PISTOIA. Si era parato davanti alla macchina, aveva alzato le mani, muovendosi come a volersi buttare sul cofano. La ragazza è stata costretta a inchiodare, e una volta che l'auto si è fermata, l'uomo, un 32enne, pluripregiudicato, era salito a bordo e l'aveva costretta a ripartire, minacciandola con una siringa da insulina. Quei momenti sono rimasti impressi in maniera indelebile nei ricordi di una 26enne pistoiese, ma da sabato il suo aggressore è in prigione, arrestato dopo cinque mesi di indagini e ricerche (ad un certo punto si era prudentemente defilato) dagli agenti della Squadra mobile diretta dal vicequestore Antonio Fusco.  Il fatto risale al 13 febbraio 2011. La ragazza stava viaggiando per le strade del centro a bordo della sua Lancia Y. In piazza San Bartolomeo, l'aggressione. Voleva l'auto? La borsa, i gioielli? «Non lo sappiamo - dice il vicequestore Fusco -. La vittima ha riferito di essere stata costretta a ripartire. Probabilmente il suo obiettivo erano i soldi, ma non ne ha avuto il tempo».  Percorse infatti alcune centinaia di metri, approfittando di un semaforo rosso, la ragazza ha aperto la portiera e si è data alla fuga. Il malvivente si è messo al posto di guida e, sgommando, è ripartito. Sulle sue tracce, allertate dalla giovane si sono messe le volanti della polizia. Forse sotto pressione, intuendo di essere seguito, all'altezza di Candeglia l'uomo ha sbandato, andando a picchiare con l'auto contro il muro perimetrale di una casa. È sceso in fretta, facendo perdere le proprie tracce. Il 32enne, residente alle Fornaci, tossicodipendente e con reati pregressi contro il patrimonio, è stato individuato attraverso le foto segnaletiche mostrate alla vittima. Sulla base delle indagini coordinate dal sostituto procuratore Luigi Boccia, il giudice per le indagini preliminari, Matteo Zanobini, ha emesso un'ordinanza di custodia cautelare in carcere per il reato di rapina, ma il pregiudicato era nel frattempo diventato irrintracciabile e sono serviti cinque mesi alla Squadra mobile per riuscire a ritrovarlo nella sua abitazione. L'arresto è avvenuto sabato mattina, ed è stato tutt'altro che tranquillo. Si era barricato in casa e anche alcuni parenti si sono all'inizio opposti strenuamente all'intervento delle forze dell'ordine.  Il 32enne si è arreso solo quando ha capito di non avere vie di fuga, ed è stato immediatamente trasferito al carcere di Santa Caterina in Brana. T.G

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