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Nel 2002 le fiamme nell'archivio e un sabotaggio
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PISTOIA. Non è la prima volta che la famiglia Flori è vittima di gravi atti intimidatori. Ben due gli attentati messi in atto nel 2002, a pochi giorni l'uno dall'altro. Nella notte del 30 novembre un incendio doloso ridusse in cenere, in viale Adua, l'archivio amministrativo delle imprese allora dirette da Marcello Flori, a quel tempo presidente dell'Associazione industriali di Pistoia. Le indagini non riuscirono mai ad identificare gli autori del fatto e il caso fu archiviato. Che l'incendio fosse stato di natura dolosa fu appurato al cento per cento: già lo avevano anticipato i vigili del fuoco all'indomani del rogo, lo aveva poi confermato la perizia del consulente tecnico del pm che, in un pezzo di carta semicarbonizzata, aveva riscontrato tracce di benzene. Il fuoco era stato appiccato in più punti degli uffici ammucchiando della carta. Pochi giorni dopo, un altro attentato, questa volta studiato per colpire uno dei figli di Marcello Flori, l'allora 32enne Federico. Nella notte qualcuno aveva sabotato la sua auto svitando i bulloni di una ruota. Una trappola che sarebbe potuta sfociare in una conclusione tragica se lo stesso Federico Flori non fosse stato così accorto da fermare subito l'auto al primo rumore sospetto.
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