Il Tirreno

Pistoia

I GIOVANI DELLA PARROCCHIA

«La Chiesa deve essere parte attiva in queste situazioni»

Sotto Scampia a sinistra don Massimo
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Sotto Scampia a sinistra don Massimo

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 PISTOIA. Nel progetto Don Massimo, parroco e insegnante di religione del Liceo scientifico, ha coinvolto diversi giovani della parrocchia. Sono stati loro a pensare all'accoglienza, all'organizzazione delle giornate dei ragazzi. A spendere un po' di tempo libero della loro estate per gli altri. «Quando Massimo ci ha parlato del progetto - dice Veronica, studentessa universitaria e impegnata nell'animazione a Vicofaro - ci ha detto di pensarci bene. Io ho deciso di partecipare e devo dire che sono stata impressionata dall'entusiasmo di questi bambini. Mi hanno subito accolta, si sono affezionati tantissimo e questo mi ha intenerito».  «Non mi aspettavo che quest'esperienza mi colpisse così tanto - dice Marco, 21 anni anche lui studente - fa tanta rabbia pensare che questi bambini abbiano così poche prospettive. Abbiamo trascorso pochi giorni con loro, ma i ragazzi ci hanno dato davvero tanto. Viene la voglia di fare qualcosa di più per aiutarli».  Per chi come Gabriele, altro giovane animatore, ha vissuto in toto l'esperienza, compreso il viaggio di ritorno a Scampia, i sentimenti sono contrastanti. «Dopo la settimana a Vada - racconta Gabriele - aver visto da vicino la realtà di Scampia mi ha scioccato. Al mare i bambini erano come tutti i ragazzi dell'oratorio, appena siamo arrivati a Scampia invece,hanno ripreso a fare la loro vita di routine nel mezzo al degrado, in condizioni davvero difficili. Lì i problemi non finiscono mai. Per una settimana abbiamo fatto divertire i bambini, abbiamo fatto qualcosa ma è poco. Comunque il loro entusiasmo mi ha lasciato la voglia di continuare ad impegnarmi, di non abbandonarli».  Per i giovani di Vicofaro è stata un'esperienza di volontariato ma anche un modo di vivere il messaggio cristiano. Tutti evidenziano che la Chiesa deve fare la sua parte nella lottà per la legalità. «La Chiesa deve farsi sentire - dice Veronica - anche prima degli altri con la preghiera ma anche con la dimensione di vita attiva nelle situazioni di bisogno». «Deve essere attenta - chiude Marco - a queste situazioni. Solo così può essere un punto di riferimento». E.P.

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