Il Tirreno

Pistoia

Lotta ai cibi contaminati: i dati del 2010

Alimenti, rilevate dall'Asl quasi 1.300 infrazioni

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 PISTOIA. Una delle priorità dell'Asl pistoiese è quella di garantire ai cittadini, attraverso il dipartimento di prevenzione, la sicurezza alimentare ed evitare che sulle tavole vengano serviti cibi contaminati, come polli con l'influenza, conserve al botulino o uova con la salmonella. Se a livello europeo la legislazione oggi garantisce la sicurezza, la qualità e la tracciabilità dei cibi seguendo "passo passo" la catena che va dalla produzione fino alla vendita dell'alimento, a livello locale l'Asl è presente con una sorveglianza sempre attiva e multidisciplinare.  «All'interno del Dipartimento di prevenzione c'è il Goa, il Gruppo operativo alimenti - spiega Pietro Gabbrielli, direttore del dipartimento stesso - una struttura che integra più servizi, come biotossicologia, veterinaria e igiene degli alimenti e nutrizione e quindi diversi professionisti, che svolgono un lavoro comune sul versante della prevenzione e dei controlli».  Nel 2010 sono state controllate 1.685 delle 7.163 unità produttive presenti nella provincia di Pistoia (dal produttore primario, allevatore o coltivatore, agli impianti di produzione, trasformazione, trasporto e distribuzione, fino alla ristorazione, sia pubblica che collettiva), per un totale di 5.170 ispezioni.  Le infrazioni rilevate sono state 1.292. Dei 488 campioni su alimenti e mangimi - per la ricerca non solo dei più comuni contaminanti microbiologici ma anche di micotossine, residui antiparassitari, Omg e contaminanti ambientali (diossine, eccetera) - solo 13 sono risultai irregolari.  Le strutture dipartimentali di sicurezza alimentare hanno inoltre concorso al buon esito del sistema Saram (sistema di allarme rapido alimenti e mangimi), che copre l'intero territorio nazionale ed europeo. Il sistema è attivo sulle 24 ore, tutti i giorni dell'anno, interviene su segnalazione di alimenti non conformi garantendo il ritiro dal commercio. Gli interventi di questo tipo sono stati 208.  In provincia c'è anche il Centro di riferimento regionale per il monitoraggio delle tossinfezioni alimentari, lo strumento epidemiologico che gestisce gli episodi di malattie veicolate da alimenti. Sempre nel 2010 sono stati 183 i casi singoli e 35 i focolai epidemici di malattie trasmesse da alimenti. Addirittura 123 i casi di patologie legate al consumo di funghi.  «Soprattutto in questo periodo di elevate temperature - precisa Gabbrielli - le nostre strutture sono particolarmente attive ed attente per evitare alla popolazione sgradite, e a volte pericolose, tossinfezioni alimentari provocate da alimenti contaminati. E'comunque molto importante anche il ruolo del cittadino - precisa - che a casa non deve vanificare quanto è stato fatto in tutta la catena che ha garantito al dettaglio l'arrivo di un alimento salubre: deve prestare la massima attenzione alle temperature di conservazione, evitare le contaminazioni tra alimenti diversi fino alla corretta cottura».

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