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A Quarrata il fotovoltaico piace sui tetti
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Luca Gaggioli Il Comune ha chiesto di allargare il limite delle aree non idonee individuate dalla Provincia
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QUARRATA. Il pannello lo metto sul tetto. Nella città del mobile gli impianti fotovoltaici piacciono di più sul tetto di abitazioni e capannoni industriali. Un "gusto" che si sposa alla perfezione con la recente delibera della Provincia di Pistoia che, recependo una normativa regionale, ha deciso di regolamentare l'installazione degli impianti fotovoltaici a terra con potenza superiore a 20 kilo watt. I tecnici di Palazzo Balì hanno ridisegnato tutto il territorio provinciale rintracciando le zone che si trovano all'interno di aree a indicazione geografica protetta (IGP) e a denominazione di origine protetta (Dop), le aree che si trovano all'interno di "coni visivi e panoramici la cui immagine è storicizzata" e le aree agricole di particolare pregio paesaggistico e culturale. In queste zone, dicono dalla Provincia, non si possono installare impianti fotovoltaici a terra. La maggior parte dei Comuni è sul piede di guerra per una perimetrazione ritenuta troppo stringente e penalizzante. A Quarrata però la pensano diversamente, tanto da presentare una serie di osservazioni per chiedere l'aumentano della aree da considerarsi non idonee al fotovoltaico a terra. «Già nel nostro regolamento urbanistico è stabilito il divieto al fotovoltaico nelle zone collinari - afferma l'assessore all'urbanistica Luca Gaggioli -. In più nelle zone agricole di pianura vigono parametri da rispettare come quello della distanza dalle abitazioni. Come amministrazione abbiamo scelto di privilegiare il fotovoltaico da installare sui tetti degli edifici, scelta che permette di non consumare il suolo agricolo e di sfruttare ettari di superficie altrimenti inutilizzata come i tetti dei capannoni industriali». Quarrata in particolare ha chiesto di ridefinire il limite dell'area non idonea comprendendo anche il territorio lungo il corso del torrente Stella fino all'incrocio con via Montalbano, proseguendo verso nord lungo via IV Novembre e ad est lungo via di Mezzo fino al ponte sull'Ombrone, nonché anche tutto il territorio a sud e ad est del precedente limite, perimetrando la zona a nord e ad ovest. «Quella della Provincia è una politica condivisibile - conclude l'assessore Gaggioli - Perché cerca di riequilibrare un settore che, a causa dei troppi incentivi e di un certo lassismo, ha conosciuto un boom di sviluppo forse addirittura eccessivo». Ora però la palla passa alla Regione. L.G.
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