Italia
INVALIDITÀ NEGATA
Mio marito malato terminale ma senza alcuna indennità
Maura Cecchini vedova di Vasco Bertinelli
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Un mese fa Vasco ci ha lasciati. Mi preme ringraziare tutti coloro che ci sono stati vicini e hanno partecipato al nostro dolore, ed esprimere gratitudine ai medici e agli infermieri che hanno assistito Vasco nei mesi della malattia, in particolare la dottoressa Ricasoli, l'urologo dott. Trinci e il dott. Di Lieto. Voglio però anche denunciare pubblicamente un fatto che mi ha offeso e indignato, perché sarebbe sbagliato tacere una così palese ingiustizia. Lunedì 4 aprile ho accompagnato mio marito alla visita medico-legale, per il riconoscimento del grado d'invalidità e della relativa indennità d'accompagnamento. Dal novembre scorso, Vasco si sottoponeva a trattamenti di chemioterapia particolarmente debilitanti, dopo aver subito due interventi chirurgici. Dopo l'asportazione della vescica, il tumore al polmone non lasciava molte speranze per il futuro. E' stato difficile e faticoso anche accompagnarlo di fronte alla commissione medica. Il 27 aprile e il 9 maggio sono state formulate le risposte alle nostre domande. Mio marito è stato ovviamente riconosciuto invalido al 100%, ma non si è visto riconoscere alcuna indennità d'accompagnamento, probabilmente perché - come ci è stato scritto - è apparso alla visita "lucido, mnesico, collaborante e adeguato, perfettamente orientato" o perché mostrava un "tono dell'umore in asse", una "cute di colorito roseo-pallido" e "un aspetto tranquillo". La notte del 10 giugno Vasco è morto. Non faccio commenti di ordine generale. Mi limito ad osservare, come esempio concreto, che a poche decine di metri da casa mia vive una signora, certo anziana, ma che vedo più volte al giorno passeggiare verso i giardini con il cane, che ha ottenuto l'accompagnamento, sicuramente a giusto titolo, e magari dalla stessa commissione che ha valutato mio marito. Nella speranza che altri non debbano subire un trattamento così umiliante e offensivo come quello toccato in sorte a Vasco, auguro ai quattro membri della commissione medica di provare almeno un po'di vergogna per la loro superficialità burocratica.
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