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In vendita le azioni della Sat
Tiziana Gori
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Aerei sulla pista del Galileo Galilei di Pisa Aeroporto di Pisa, Comune e Provincia cedono le quote
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PISTOIA. Aeroporto addio. Comune e Provincia di Pistoia mettono in vendita le proprie quote in seno alla Società aeroporto toscano Galileo Galilei di Pisa. È una partecipazione piccola quella degli enti locali pistoiesi, ma incongrua con quanto disposto dalla legge 244 del 24 dicembre 2007. Sulla presenza degli enti locali in società partecipate è netta infatti la presa di posizione della Finanziaria 2008. L'articolo 3, comma 27, della legge 244 dispone che essi non possano "costituire società aventi per oggetti attività di produzione di beni e di servizi non strettamente necessarie per il perseguimento delle proprie finalità istituzionali, né assumere o mantenere direttamente partecipazioni, anche di minoranza, in tali società". Sono 67.750 le azioni del Comune di Pistoia in Sat spa. Moltiplicato il numero per il loro valore nominale di 1,65 euro ne risulta una partecipazione complessiva di 111.787,50, lo 0,687% del capitale sociale. Appena più alta, ma sempre largamente minoritaria, la quota partecipativa della Provincia: 102.650 azioni, sempre del valore unitario di 1,65 euro, per una somma complessiva di 169.372, 50 euro (1,041% del capitale sociale). Il consiglio comunale aveva già valutato positivamente, con delibera di giunta n. 206 del 6 dicembre 2010, l'ipotesi di alienare la partecipazione azionaria dell'ente guidato da Renzo Berti. La strada scelta è quella della procedura ad evidenza pubblica. Anche la Provincia, con analoga delibera, aveva confermato la volontà di dismettere il pacchetto azionario. L'attività dell'aeroporto di Pisa non rientra, è evidente, tra quelle "necessarie per il perseguimento delle finalità istituzionali". Intenzione dell'ente presieduto da Federica Fratoni è comunque quella di "mantenere fermo almeno il prezzo del collocamento sul mercato, pari a 12,35 euro". Il Comune ha deciso, con delibera di giunta n. 109 del 1 giugno, di dare mandato al proprio dirigente competente di valutare con gli uffici della Provincia la possibilità e l'opportunità di vendere le azioni di proprietà con un unico bando e in un unico lotto funzionale, in modo da rendere l'offerta più appetibile sul mercato. L'obbiettivo è trovare un acquirente che porti i maggiori benefici economici e di liquidità immediata alle esangue casse dei due enti locali. Duecentottantamila euro non sono la panacea di tutti i mali, ma possono tappare qualche buco di bilancio. E anche qualche buca sulle strade.
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