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Esplode l'ira di chi sta in centro
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Ok la gente in centro nelle sere d’estate Ma i residenti chiedono che ci siano regole più ferree e orari più umani«Il problema non è il Blues ma la movida di tutta l'estate»
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PISTOIA. Arriva il Blues e, con esso, gli incubi per i residenti. Già esasperati per l'accordo (che non condividono) sulla movida tra Comune ed esercenti, adesso si preparano al fine settimana di fuoco del Blues. «Niente in contrario con la musica - chiarisce subito Andrea Sabatini, coordinatore del comitato spontaneo dei residenti del centro -; il problema sono le iniziative collaterali. I disagi sono tanti: dall'obbligo di lasciare le auto in un parcheggio privato lontano da casa e senza rimborsi, all'inevitabile pulizia e disinfezione mattutina della porta di casa, piena di sporcizia. Ma il timore maggiore è di sentirsi male. Perchè vorrei proprio vedere come fa l'ambulanza ad arrivare in centro nell'orario di massima affluenza della gente.Negli ultimi anni la situazioneè migliorata, ma il problema non è l'eccezione (cioè i tre giorni di Blues), ma la regola (tutta l'estate)». Il Blues arriva infattidopo settimane infuocate di scontri tra Comune e residenti. «Non è stata fatta neppure una assemblea pubblica con gli abitanti - spiega Alessandro Capecchi, capogruppo Pdl eresidente del centro -. Hanno fatto l'accordo coinvolgendo solo due cittadini che non sono rappresentativi di alcun comitato». Quello che chiedono i residenti - ha spiegato Sabatini - è il blocco 24 ore su 24 di tutti i varchi della Ztl, la chiusura dei locali a mezzanotte d'inverno e alle una d'estate, un maggior controllo dei Vigili, la realizzazione o installazione di nuovi bagni pubblici e il trasferimento del mercato allo stadio. «Essendo occupata piazza Duomo - spiega infatti Capecchi - il mercato viene spalmato nelle altre strade del centro, sottraendo 80 posti auto ai residenti. La gestione della movida mi ricorda quella del vecchio campeggio del Blues che è lentamente degenerato fino ad essere irrecuperabile». Gregorio Vettori, 27 anni, ha parecipato al tavolo sulla movida come giovane utente del centro: «Rispetto a 10 anni fa - spiega - quando a Pistoia non c'era quasi niente, le cose sono cambiate in meglio.Non ha senso limitare la chiusura dei locali alle 23 o a mezzanotte, visto anche il periodo di crisi. Piuttosto bisognerebbe arginare i comportamenti sbagliati, non con metodi repressivi che tanto non sono capiti, ma con dei deterrenti: bagni chimici vicino alla Sala, in modo che i ragazzi non vadano a urinare davanti alle case, e maggiori controlli dopo le 2».
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