Il Tirreno

Pistoia

L’iniziativa di un gruppo di frati, suore e giovani fedeli

Missionari del festival

Elisa Pacini
Giovani spettatori di uno dei concerti della scorsa edizione del festival pistoiese
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Giovani spettatori di uno dei concerti della scorsa edizione del festival pistoiese

«Diamo il nostro apporto testimoniando Gesù»

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 PISTOIA. Con la 32ª edizione del Festival Blues, si rinnova la "Missione blues" che coinvolgerà tanti giovani coordinati dalla Fraternità apostolica di Gerusalemme di Pistoia e dalla parrocchia di San Paolo. Evangelizzazione di strada nelle notti del Blues, dar la possibilità di confrontarsi e di pregare in alcune chiese del centro aperte fino a tarda notte sono i punti cardine dell'evento che venerdì prossimo sarà inaugurato con la messa alle 18,30 in San Paolo celebrata dall'ex cardinale di Firenze, Silvano Piovanelli. La "missione Blues" alla sua nascita, qualche anno fa, destò molta curiosità e un po' di stupore ma anno dopo anno ha trovato la sua collocazione nella tre giorni di musica non-stop che ha reso Pistoia famosa nel mondo.  Già perché gli animatori della "missione Blues" non vogliono esser considerati staccati o peggio ancora in contrasto con il popolo del festival, né con l'atmosfera di queste giornate dove la città vive di giorno e di notte. Vogliono dare il loro apporto, offrendo a chi vuole l'opportunità di parlare, farsi ascoltare, portando la testimonianza di Gesù. «La nostra missione non è in contrasto con il Festival Blues- dice fra' Elia - non lo reputa negativo, né lo guarda con disprezzo. La Chiesa pistoiese accoglie questa preziosa occasione per annunciare con gioia e passione la buona notizia ai tanti che arrivano nella nostra città». Fra Elia è chiaramente un frate. Poi ci sono le suore ma i missionari del Blues sono soprattutto tanti giovani che non hanno molto di diverso dai coetanei pistoiesi che considerano il Festival, l'evento più importante dell'anno. E soprattutto non vogliono essere considerati in antitesi con il festival, nonostante qualche vestito un po' più lungo e un crocifisso sulla maglia. Un senso che, come ci raccontano, negli anni scorsi la gente ha capito a pieno. «La nostra iniziativa - continua fra Elia - è stata ben accolta dai cittadini, proprio per il fatto di trovare le chiese aperte fino a tardi e delle persone che gratuitamente si pongono all'ascolto e annunciano la gioia di aver incontrato qualcuno che gli ha cambiato la vita. Questo qualcuno non hanno timore di dirlo è Gesù».  «La missione di strada non è un impresa eroica- dice Maria Nunzia d'Avoglio - ma consiste nel fare l' annuncio di fede in maniera molto semplice e con passione». La missione partirà ogni pomeriggio, da venerdì 8 a domenica 10, con la messa delle 18, proseguirà con un momento di catechesi intorno alle 21 e proseguirà per tutta la notte con l'evangelizzazione di strada.

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