Cartelli attaccati in piazza: «Vogliamo spazio per giocare». E le auto spariscono
E i bimbi poterono più del divieto di sosta
Alessandro Sisi
2 MINUTI DI LETTURA
GAVINANA. Quando sono i bambini ad avere un senso civico lo fanno con il sorriso e senza polemica. Basti pensare a cosa è successo lo scorso fine settimana in piazza Francesco Ferrucci a Gavinana, proprio sotto la statua equestre che raffigura l'eroe fiorentino morto nel borgo ferrucciano il 3 agosto 1530 per mano delle truppe imperiali di Carlo V. Complice l'arrivo del caldo che si fa sentire anche in montagna diversi bambini del paese si sono messi a giocare a pallone, a nascondino e a guardie e ladri, ma il loro divertimento è stato ostacolato dalle autovetture parcheggiate sempre ai lati della statua e di fronte alla chiesa parrocchiale. Che c'è di strano? Che nell'unica piazza di Gavinana esiste il divieto di parcheggio. Alcune mamme, soprattutto quelle in vileggiatura provenienti da Firenze e Prato se ne sono accorte e hanno iniziato a lamentarsi con chi parcheggia la macchina dove non ci dovrebbe stare. I bambini invece non hanno bisticciato con nessuno, si sono ritrovati davanti a un computer e hanno realizzato alcune pagine che poi hanno stampato. «Siamo bambini, vogliamo giocare, per favore non parcheggiate in piazza». Una volta che i fogli sono usciti dalla stampante, li hanno attaccati ai lati della piazza. E il gesto ha fatto effetto. Quasi che l'innocenza di quella ventina di bambini, tutti dagli 8 anni fino ai 13, valga più di un cartello stradale e della paura di prendersi una multa. Auto in piazza adesso ce ne sono pochissime. E i bambini sono tornati a giocare.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google