Italia
LA LETTERA
Caro sindaco, in Comune più rispetto verso i cittadini che pagano le tasse
Paolo Balli Serravalle
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Lufficio di un ente pubblico 2 MINUTI DI LETTURA
Caro sindaco, in data odierna (lunedì 20 giugno, ndr) verso le ore 10,30 mi sono recato nella segreteria del suo ufficio chiedendo di lei, per segnalarle il caso di una buca creatasi nell'asfalto di via del Poggio alla Castellina, strada danneggiata dalle continue rotture della rete idrica e male riasfaltata da Publiacqua. Il suo segretario, molto gentilmente, nel precisarmi che lei non era in ufficio mi ha indicato la persona da contattare all'ufficio tecnico, spiegandomi dove si trova. Mi sono recato all'ufficio tecnico ed appena entrato, un signore in camicia bianca di piccola statura e completamente calvo mi ha apostrofato dicendomi «Eccone un altro». L'ho guardato allibito ed ho chiesto il perché di tale affermazione. Lui mi ha detto «Non vede che c'è un orario fuori? Oggi siamo chiusi, comunque entri pure...». Ho preferito declinare l'invito dicendo «Non vorrei farvi lavorare troppo» ed ho salutato. Ho riferito poi di tale circostanza al suo segretario, visto che lui mi aveva indirizzato in quell'ufficio. Credo che se anche l'ufficio era chiuso al pubblico tale signore (chiamiamolo pure così) si sarebbe dovuto rivolgere con educazione facendo notare l'orario. A quel punto mi sarei scusato e sarei uscito. Io non sono "un altro", credo di essere un cittadino che da anni sono residente nel vostro Comune e se tale signore percepisce uno stipendio è anche perché c'è "un altro" che paga le tasse... Le consiglio vivamente di prevedere un corso di buona educazione per questa persona affinché si rendesse conto della fortuna che ha ad essere dipendente pubblico...
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