Il Tirreno

Pistoia

L’ex giocatore di Lazio e Pistoiese mister della squadra del Pozzo di Giacobbe

Badiani, un allenatore d'eccezione per una squadra multietnica

Marta Quilici
Il mister (con gli occhiali) impartisce le direttive
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Il mister (con gli occhiali) impartisce le direttive

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 QUARRATA. «Mi hanno fatto tornare indietro nel tempo, ricordandomi lo spirito di quando eravamo agli inizi noi, che giocavamo anche scalzi o in strada, bastava avere una palla!». Roberto Badiani è un grande del calcio. Uno di quelli che, tra l '80 e l '81 era in campo quando la Pistoiese era in serie A.  Badiani è uno di quelli che ha giocato per anni nella Lazio, compreso l'anno dello scudetto, il 1974.  E dopo una vita trascorsa nel calcio professionale, in cui tuttora riveste ruoli tecnici, da gennaio ha deciso di prestarsi ad allenare una squadra un po' particolare, del tutto estranea alle logiche del calcio professionistico, delle società, del mercato.  È la squadra di calcetto "multicolore" e "multilingua" tirata su da pochi mesi dal Pozzo di Giacobbe. In campo le lingue parlate sono almeno quattro. Di italiani ce ne sono due, il resto sono marocchini, albanesi e rumeni. In tutto i ragazzi sono 10, dai 18 ai 20 anni; fino a poco tempo fa frequentavano lo Spazio Giovani Al-Kalè del Pozzo, poi, per limiti di età e l'esigenza, da parte di molti di loro, di andare a lavorare, il pomeriggio non potevano più frequentare. Così è nata l'idea della squadra di calcetto.  «La ricchezza del progetto - spiega Badiani - sta nell'interpretazione dello sport come uno strumento di emancipazione, di integrazione nella società, di educazione alla cittadinanza. Faccio un esempio: lo sport ha delle regole. E anche partire dal farle rispettare, diventa uno strumento per far crescere questi ragazzi e con loro la squadra. Di squadre ne ho viste tante, ma questa, forse proprio per le sue difficoltà, mi sta insegnando molto. Certo, non è facile farla diventare tecnicamente pronta a una competizione, perché molti ragazzi lavorano tutto il giorno, alcuni non sanno ancora rispettare gli appuntamenti e a volte nascono delle discussioni, come da tutte le parti del resto. Piano piano però riusciremo a fare una bella squadra».  I dieci del Pozzo non saranno forse dei Maradona, ma in un momento in cui il calcio professionale sta attraversando bufere di calcio-scommesse e partite truccate, c'è da riflettere forse su quale faccia dello sport sia la più vera. Tassello fondamentale del progetto è la Polisportiva Olmi che ha fornito gli strumenti tecnici e l'allenatore (Badiani è nello staff tecnico di Olmi, dell'Aglianese). A coordinare il tutto, è inoltre l'educatore del Pozzo di Giacobbe, Alessio Frangioni.

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