Il Tirreno

Pistoia

«Un affare da 17 milioni di euro»

«Un affare da 17 milioni di euro»

Ecco la ricostruzione degli investigatori dell'operazione Montopoli

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PISTOIA. Gli inquirenti l'hanno ribattezzata operazione Montopoli Valdarno. Un affare messo in piedi attorno ad un terreno situato nel comune pisano su cui è stato realizzato un gigantesco centro di distribuzione della Conad del Tirreno. Un affare che avrebbe causato all'azienda un danno patrimoniale di 17.751.847 euro, pari al plusvalore fittizio attribuito all'immobile attraverso una lunga serie di compravendite da una società all'altra del terreno, prima, e dello stabile poi. Eccone la ricostruzione fatta propria dal gip di Roma. 18 settembre 2003. L'operazione Montopoli ha ufficialmente inizio, con l'acquisto da parte di Conad di un terreno edificabile su cui costruire, nel comune pisano, un grande centro di stoccaggio merci. Acquisto che avviene tramite la Siriter srl, società che vede come presidente del cda Andrea Baldi. La Siriter compra il terreno dalla Icla materie plastiche srl per un importo di 3 milioni e 300mila euro, iva compresa: 1.050.000 euro vengono versati subito, il resto avrebbe dovuto essere corrisposto, secondo contratto, entro marzo 2004.  Sempre il 18 settembre 2003, la Siriter acquista anche un terreno attiguo, da due privati, per 139.400 euro. In sostanza, la società spende in tutto 3.439.400 euro.  Lo stesso 18 settembre, la Siriter vende il tutto alla Conad del Tirreno per 4.480.000 euro.  Sempre alla stessa data Conad sottoscrive un contratto preliminare con la società Tredil di Prato, i cui titolari di fatto sono i cinque del gruppo Roscer: Ferrari, Andrea Baldi, Minischetti, Cervasio e Rosano. La Tredil si impegna ad acquistare il terreno, direttamente o tramite società da nominare, al prezzo di 3.480.000 euro, più i costi (oneri di urbanizzazione e costi dei consulenti) sostenuti da Conad. L'accordo prevede anche altro: un contratto di locazione del magazzino - da costruire e consegnare a Conad entro il 30 giugno 2004 - della durata di 9 anni e rinnovabile per altri 9; canone annuo, 2.630.000 euro più iva, a cui aggiungere le somme relative al maggior valore scaturito da varianti in corso d'opera. Per garantire il rispetto dell'accordo sulla locazione futura, Conad deve versare una caparra di 2.630.000 euro.  17 giugno 2004. Nominata dalla Tredil, la società Viareggio Immobiliare srl di Pistoia (costituita in aprile) acquista il terreno da Conad per 3.940.031 euro, iva compresa (la Conad ha infatti sostenuto nel frattempo costi per 383.359 euro).  Socio unico della Viareggio Immobiliare risulta la Finnat Fiduciaria spa, che cela, in sostanza, la medesima proprietà di Logistica Valdarnese, Tredil e, di conseguenza Siriter: i cinque della Roscer. Infatti, dalle indagini, i fiducianti della Finnat nella Viareggio Immobiliare sono risultati essere, ciascuno al 20%, Cecilia Morandi, moglie di Andrea Baldi; Manuela Tizzi, moglie di Orazio Ferrari; Francesco Cervasio, figlio di Pietro Cervasio; Carlo Rosano; e la fiduciaria Stube srl, dietro cui c'è Minischetti.  A quella data, socio unico della Tredil risulta la Roscer srl (intesa questa volta come azienda e non come gruppo di imprenditori).  Ma andiamo avanti.  Sempre il 17 giugno, Viareggio Immobiliare, Logistica Valdarnese e Conad (nella persona di Silvano Ferrini) sottoscrivono il contratto di locazione del magazzino. Conad versa alla Viareggio Immobiliare 2.630.000 euro di caparra e 650.000 di deposito cauzionale. L'affitto avrebbe dovuto essere di 2.630.000 euro più iva all'anno, ma con due scritture private (in quella stessa data e il 23 marzo 2005) viene aumentato a 3 milioni più iva.  Siamo ancora al 17 giugno. La Logistica Valdarnese srl acquista, per 10 milioni di euro, le quote della Viareggio Immobiliare. A tirare fuori si soldi, direttamente i soci della Finnat, proprietaria della stessa Viareggio Immobiliare. In tal modo la Logistica Valdarnese risulta debitrice nei confronti dei suoi stessi soci. Che si impegnano ad effettuare il pagamento in favore di Finnat, i cui fiducianto sono loro stessi oppure mogli e genitori.  Gli inquirenti sottolineano come il valore di 10 milioni attribuito alle quote della Viareggio sia del tutto artificioso, perché molto superiore al prezzo pagato (3.940mila euro) quello stesso giorno per il terreno di Montopoli: un plusvalore che consentirà al gruppo Roscer di ottenere un illecito profitto ai danni di Conad. Anche perché il debito nei confronti di Finnat verrà soddisfatto solo per la cifra di soli 3,2 milioni.  9 settembre 2004. Il cda di Tredil delibera l'acquisto delle quote della Logistica Valdarnese per 3 milioni di euro e l'acquisizione del credito di 9 milioni vantato dai soci.  Il 28 settembre 2004, per realizzare il magazzino, la Viareggio Immobiliare contrae un mutuo di 36 milioni, 7 dei quali dalla Cassa di risparmio di San Miniato, di cui, all'epoca, è direttore generale Minischetti.  Di questi milioni, 3,7 vengono girati, il 27 ottobre, alla Tredil, e 1.700.000 euro vanno ai soci per parte del credito vantato: 340.000 ciascuno a Baldi, Ferrari, Cervasio, Rosano e Minischetti.  Lo stesso giorno, i fiducianti di Finnat (tra cui, come detto le mogli di Baldi e Ferrari) danno disposizione di accreditare le somme ricevute da Tredil su conti correnti, anche di terzi, per fini personali. 21 ottobre 2004. La Logistica Valdarnese incorpora la Viareggio Immobiliare, acquisendo quindi il terreno di Montopoli e subentrando nel mutuo. Debiti e crediti delle due società vengono compensati. Il disavanzo generato dalla fusione viene totalmente imputato a un incremento di valore del terreno di Montopoli, che, a quel punto, raggiunge il valore di 14.315.482 euro: il valore iniziale, più i costi sostenuti dalla Viareggio Immobiliare (1.034.899 euro), il disavanzo di fusione (9.997.223). 30 giugno 2005. La Tredil, con un contratto preliminare, si impegna a cedere le quote della Logistica Valdarnese alla Commerciale Donau srl, di proprietà dei soliti 5 della Roscer. Il preliminare prevede un importo complessivo di 4 milioni per le quote, acquistate dalla Tredil precedentemente dai soci per 3,5; e la cessione del credito dei soci finanziatori per 9 milioni.  Nella stessa giornata, la Conad (che, nel frattempo, ha cambiato strategia aziendale, come illustrato da Baldi al cda il 20 agosto successivo: uno spreco spendere tutti quei milioni per pagare un affitto, meglio acquistare direttamente l'immobile del magazzino), sottoscrive, per mano di Ferrini, un contratto preliminare di acquisto con la Commerciale Donau per la cessione dell'immobile che verrà costruito al prezzo di 51,6 milioni di euro. La Conad si impegna a versare 9,6 milioni il 19 luglio 2005; 600mila euro entro il 31 ottobre; 1,8 milioni entro il 28 febbraio 2006; 36 milioni entro il 15 marzo 2006, contestualmente al rogito.  Un passaggio cruciale, questo, secondo gli inquirenti: «il continuo esborso di denaro da parte di Conad garantisce la prosecuzione dell'operazione stessa e l'indebito profitto realizzato dai vari indagati».  Gli iniziali 9,6 milioni vengono subito utilizzati dalla Commerciale Donau, che li gira alla Tredil: gli ex soci di Logistica Valdarnese, direttamente o tramite i loro familiari, incassano un altro milione e mezzo di euro, altre al milione e 700mila euro incassato nell'ottobre 2004.  Dalle prove acquisite, emergerebbe poi che almeno un altro milione e 600mila euro sarebbe andata, come provvigione, al dirigente della Conad Ettore Conti e ai due commercialisti romani Pambianchi e Mazzieri: in sostanza, il 20% per cento dei 9,6 milioni versati da Conad, pari all'iva mai versata da Commerciale Donau, che verrà poi trasferita in Bulgaria.  L'operazione immobiliare continua con i versamenti previsti dal contratto preliminare.  19 aprile 2006. La Logistica Valdarnese vende alla Commerciale Donau l'immobile di Montopoli per 41.650.000 euro più iva. Un'operazione di fatto a costo zero: 10 di questi milioni, infatti, la Logistica Valdarnese dichiara di averli già ricevuti (pagamento, secondo gli inquirenti, mai avvenuto); per i restanti 31,6 La Commerciale Donau si accolla le quote residue del mutuo in corso.  20 aprile 2006. La Commerciale Donau cede l'immobile a Conad (rappresentata da Ferrini) per 51.792.000 euro: 16,9 milioni la Donau dichiara di averla già ricevuta; per 31,8 la Conad si accolla il mutuo in corso; 3 milioni vanno alla Tredil.  Lo stesso giorno, la Conad (sempre con Ferrini) cede a Locafit la piena proprietà dell'immobile, al prezzo di 72 milioni di euro. La suddivisione prevista è 31,8 alla Logistica Immobiliare per il pagamento del mutuo; 1,6 alla Commerciale Donau; 3 alla Tredil per il credito vantato nei confronti della Logistica; 35,4 a Conad.  L'operazione è terminata. Svuotati i conti societari, il 24 maggio 2006 le società Logistica Valdarnese e Commerciale Donau vengono vendute al valore del capitale sociale a un cittadino bulgaro e trasferite in Bulgaria. Dove non svolgeranno mai alcuna attività.  Come detto, si sarebbe trattato di un'operazione che ha prodotto un danno patrimoniale per Conad di 17.751.847 euro. Denaro dirottato dapprima in favore delle società Tredil e Commerciale Donau e, in seconda battuta, in favore delle persone fisiche direttamente interessate nell'affare: Orazio Ferrari, Andrea Baldi, Luigi Minischetti, Pietro Cervasio e Carlo Rosano sono accusati di essersi appropriati di 12,5 milioni, di cui 8,4 già incassati; Ettore Conti è accusato di essersi appropriato di 1.350.000 euro. Non risulta invece che Ugo Baldi e Silvano Ferrini abbiano percepito direttamente profitti dall'operazione.  Secondo gli inquirenti, alla base dell'incomprensibile strategia seguita da Conad (da Baldi e Ferrini) nell'intera operazione (acquistare il terreno, per poi rivenderlo e prendere in affitto l'immobile che vi verrà costruito, che però verrà invece acquistato e di nuovo rivenduto e ripreso in locazione) c'era un obiettivo: non rendere palesi i reali costi di realizzazione del magazzino, che, sommati al valore di acquisto del terreno, avrebbero altrimenti determinato un valore sensibilmente inferiore dell'intero complesso immobiliare rispetto a quello corrisposto da Conad alla Commerciale Donau (51,6 milioni).

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