Il presidio
Torna a crescere la produzione
Fabio Calamati
◗
Renzo Vettori (Assindustria) Biagioni (Assindustria): «Ma la crisi non è ancora finita»
2 MINUTI DI LETTURA
PISTOIA. Nei primi quattro mesi del 2011 le imprese industriali pistoiesi hanno ripreso complessivamente a crescere. Era da quattro anni che le valutazioni sulla produzione sfornavano cifre con il segno "meno" davanti. Ora invece la variazione è positiva, stimata in un +1,3%. Tocca accontentarsi, visto che si tratta, né più né meno, che della metà del tasso di crescita nazionale, quel 2,3% che piazza comunque l'Italia tra i paesi più lenti nell'attuale congiuntura nazionale. Renzo Vettori, responsabile dell'ufficio studi dell'Associazione industriali pistoiese, ha piazzato questo dato in evidenza nella sua relazione sullo stato della congiuntura provinciale, forse anche per regalare un po' di ottimismo all'assemblea annuale dell'Associazione - in programma il 23 giugno - alla quale il presidente Giuseppe Oriana si presenta forte di un rinnovato mandato triennale. In realtà c'è comunque poco da stare allegri, e i motivi sono venuti fuori, ieri, anche dalla conferenza stampa con cui l'associazione ha presentato i risultati della ricerca sulla congiuntura. In primo luogo, come ha sottolineato lo stesso Vettori, a ridimensionare il risultato positivo fatto registrare sulla produzione c'è l'andamento disastroso degli ultimi anni: tra il 2008 e il 2009 la produzione a Pistoia è crollata del 16% (contro il -19,4% a livello nazionale), nell'anno successivo la ripresa ha portato la produzione nazionale in campo positivo (+6,9%) mentre Pistoia rimaneva al -2,3%. In secondo luogo ci sono altri indicatori che continuano a dire come l'economia pistoiese stia tutt'altro che bene. In primis la cassa integrazione: in provincia nei primi tre mesi del 2011 le ore autorizzate sono aumentate rispetto alla media del periodo 2009-2010, mentre nel resto d'Italia lo stesso indicatore è in calo. E allora? Come emerge dallo stesso studio di Assindustria, il merito del recupero della produzione va soprattutto alle piccole imprese, che hanno beneficiato di una ripresa della domanda interna, mentre quella estera non è cresciuta ancora ma non ha neanche calato. Tra i settori, è il tessile quello che ha fatto registrare un miglioramento più consistente, mentre il mobile rimane bloccato nella crisi e anche l'alimentare presenta segni di stanchezza. «Non siamo fuori dai problemi» ha sottolineato Corso Biagioni, consigliere di Assindustria delegato al settore ricerca e studi, aggiungendo però di aver fiducia che la prossima rilevazione potrebbe fornire dati migliori. Biagioni ha mostrato fiducia soprattutto nella capacità delle imprese più grandi e strutturate di catturare la domanda proveniente dall'estero. Più pessimista Daniele Gioffredi (Cgil), per il quale il contenuto miglioramento della produzione è un fatto transitorio, mentre preoccupa la cassa integrazione che si mantiene alta. «Diverse grandi imprese - ha aggiunto - stanno in piedi, oggi, solo grazie agli ammortizzatori sociali».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
