Il presidio
Il Comune deve fare a meno di 170mila euro
Alessandro Sisi
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La giunta di San Marcello col sindaco Carla Strufaldi in primo piano Strufaldi: «Spiegheremo i tagli con assemblee in tutte le frazioni»
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S.MARCELLO. L'effetto dei tagli governativi sul comune di San Marcello e le sue possibili ricadute in termini finanziari, saranno spiegate agli abitanti delle varie frazioni già domani pomeriggio a Lizzano Pistoiese (ore 17.30) all'interno del bar del paese dei murales. Questo primo faccia a faccia con gli abitanti del territorio fa parte di una più ampia serie di incontri che l'amministrazione comunale ha in mente di fare anche negli altri paesi, proprio per far capire alla popolazione il momento di seria difficoltà per gli investimenti futuri, anche alla luce delle norme che sono cambiate e alle regole ferree del nuovo patto di stabilità, che colpiranno a breve tutti i comuni sopra i 5.000 abitanti. Per quanto riguarda il Comune di San Marcello, l'amministrazione guidata da Carla Strufaldi dovrà fare a meno di oltre 170.000 euro, mentre per il prossimo anno, commenta il primo cittadino, taglio e mancati introiti dovrebbero essere maggiori. «I 170.000 euro che il governo centrale ci ha negato gravano sul bilancio corrente - dice il sindaco -. Come ente dobbiamo per legge rispettare il patto di stabilità, una cosa abbastanza controversa. In pratica, pur avendo i soldi non si possono spendere. Una legge che esiste da più di dieci anni e fatta per non far indebitare i comuni, ma ora potrebbero anche alleggerire questa tagliola. A questo scopo abbiamo deciso di incontrare tutti gli abitanti del comune in varie assemblee pubbliche, cercando di far capire come questo benedetto patto di stabilità ci impicca. Poi quest'anno sono pure cambiati i parametri ed è anche possibile uno sforamento. Cercheremo di mantenere, come abbiamo sempre fatto, il patto nei limiti imposti dalla legge. A tal proposito nel prossimo consiglio comunale del 14 giugno parleremo di bilancio di previsione. Ma prima dobbiamo anche far capire alla cittadinanza che non rispettare il patto si può incorrere in sanzioni, come il blocco delle assunzioni a tempo determinato, oppure sospendere parte degli investimenti. La parola chiave del patto sono gli investimenti e se un Comune non può investire si bloccano, giocoforza, tutta una serie di attività legate attorno ad un ente come il nostro».
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