Il Tirreno

Pistoia

Rami rossi e foglie che cadono in primavera: serviranno 4 anni di “convalescenza”

Il cinipide all'attacco dei castagni nei giardini di San Marcello è allarme

Alessandro Sisi
Un castagno secolare della montagna pistoiese
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Un castagno secolare della montagna pistoiese

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 SAN MARCELLO. Anche le foglie di molti giardini privati stanno subendo l'attacco del micidiale cinipide, il piccolo insetto proveniente dalla Cina, che da tempo minaccia gli alberi della nostra montagna. E tra molti proprietari è scattato l'allarme: i rami cedono, le foglie cadono, i tronchi si indeboliscono.  La farina di castagna per fortuna non è più la principale fonte di sostentamento degli abitanti della montagna, ma rappresenta comunque una ricchezza. E soprattutto i castagni sono un patrimonio di tutta la montagna, da difendere.  Tutto nasce sui rami del castagno e quasi sempre alle intersezioni col tronco: lì si forma una minuscola pallina verde, che poi diventa sempre più grande fino ad assumere la forma di una vera e propria palla da ping pong. In quel momento il colore della pianta si trasforma, diventa rosso, e a quel punto il ramo è oramai in preda al vermiciattolo con le foglie che iniziano a seccare. Il castagno a quel punto è compromesso. Secondo gli esperti potrebbe subire una potatura a fondo per evitare il proliferarsi della malattia, ma chi l'ha fatto non ha ottenuto i risultati sperati. Ad accorgersi di recente che il proprio secolare albero aveva cambiato colore è stata la proprietaria di un'abitazione che si trova sopra l'abitato di San Marcello. «Non sono rimasta stupita di quello che stava accadendo - racconta - d'altra parte qui siamo informati sul perché e per come i castagni si stanno ammalando. La cinipide purtroppo sta distruggendo tutti gli alberi della zona. Anche il grosso castagno che si trova sopra casa mia è oramai pieno zeppo di grossi rigonfiamenti, è letteralmente infestato e anche a quel fusto stanno iniziando a cadere le prime foglie, cosa che dovrebbe accadere ad autunno inoltrato non certo adesso che siamo nel pieno della primavera e gli alberi dovrebbero essere rigogliosi e sani. Ho aperto con un taglierino la "palla verde" - racconta la signora - che si forma tra un ramo e l'altro. Ebbene lì si nota benissimo un vermetto che è il responsabile di questa vera e propria calamità naturale».  «Anche perché - ricorda la proprietaria - il castagno per secoli è stato fonte di sostentamento per intere generazioni di montanari, con la sua farina si sono sfamate le popolazioni della montagna pistoiese e non solo».  Adesso invece i nostri castagni daranno per almeno 3 o 4 anni un misero raccolto e per attendere l'antagonista che dovrebbe distruggere il vermetto cinese dovranno passare ancora alcuni anni. Che per i castagni di San Marcello saranno come un periodo di convalescenza.

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