Il presidio
Prevale la politica, corteo della Lega disertato
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Carluccio Ceccarelli Critiche a chi non ha partecipato: «L'ospedale è di tutti, la malattia non ha partito»
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SAN MARCELLO. Tutti uniti per l'ospedale: il motto si ripete all'infinito nelle sedi di discussione: dai consigli comunali, alla Comunità montana, alle assemblee pubbliche. Passando all'atto pratico, però, si dimenticano i buoni propositi. Come è accaduto sabato scorso, in occasione del corteo per le vie di San Marcello organizzato dalla Lega Nord. La manifestazione è stata un successo per il Carroccio, con la presenza dei "vertici" Claudio Morganti (segretario nazionale), Antonio Gambetta Vianna (capogruppo in Regione), Gian Luca Lazzeri (consigliere regionale, membro della IV Commissione Sanità) e Alessandra Nesti (consigliere provinciale). Ma l'obiettivo prioritario - battersi tutti insieme contro la chiusura del Pacini - era di ben altra natura. E non è stato raggiunto per l'accentuato assenteismo, sintomatico delle difficoltà ad agire svincolati dall'ottica politica. Mancavano, anzitutto, i diretti interessati: cittadini e personale dell'ospedale. «Al corteo ci si contava sulle dita, forse eravamo una cinquantina all'assemblea. Ma dov'erano tutti?». Ad interrogarsi è Giuliano Tonarelli, vice-governatore della Misericordia di Cutigliano, unica associazione presente insieme all'Avis e alla Croce Rossa. «Si continua ad anteporre il discorso politico alla Sanità. Ma ricordiamoci che l'ospedale è di tutti, la malattia non guarda al partito». «Sono delusa dai miei colleghi che, pur non essendo a lavoro, non hanno partecipato - si lamenta Antonia Amoroso, consigliere di Cutigliano e dipendente Asl nel reparto chirurgia del Pacini - In Montagna ci sono pochi abitanti: se ci dividiamo, cosa pensiamo di ottenere?». Intanto, le decisioni inerenti l'ospedale calano dall'alto. «Il tavolo tecnico dei giorni scorsi ha riunito solo i capi area dell'Asl di Pistoia e non sono arrivate proposte. Ma cosa ne sanno della nostra realtà? Intanto - continua Amoroso - hanno deciso di chiudere la sala operatoria dal 15 luglio al 31 agosto, senza nemmeno consultare il personale locale. Mi chiedo cosa succederà a settembre». Presenti il sindaco Gaggini di Piteglio e l'assessore Pistolozzi di Cutigliano, assenti le altre amministrazioni comunali. «La partecipazione avrebbe evidenziato attenzione civica, non vorrei che si producesse una gara a chi attira per primo le autorità politiche - commenta Carluccio Ceccarelli, sindaco di Cutigliano e presidente della Comunità Montana - Per il 15 giugno, ho convocato un incontro con Rossi a nome di tutti i sindaci della Montagna. O restiamo compatti, o perdiamo sicuramente». Infine, i grandi assenti: il direttore Asl Scarafuggi, l'assessore al Diritto alla salute Scaramuccia, il presidente delle Regione Rossi. «Avrebbero dovuto esserci, non per la Lega, ma per dare una risposta ai cittadini» dicono i manifestanti. Intanto il Carroccio ha raccolto più di 4500 firme a difesa dell'ospedale che verranno consegnate in Regione. Ma se ciò non dovesse bastare, si ipotizzano manifestazioni più eclatanti, con ambulanze di fronte ai palazzi del potere e riconsegna dei certificati elettorali. «Ricordo bene Rossi, quando venne a parlare nella sala del ristorante Cacciatore durante la campagna elettorale - prosegue Tonarelli - disse che si sarebbe impegnato per aumentare i servizi e sviluppare il territorio della Montagna. Tante belle parole agli elettori, che certo ha già dimenticato». E.V.
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