Il Paese dei Pinocchi mai cresciuti
Michele Galardini
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A sinistra Roberta De Monticelli Sopra un intervento da parte del pubblico De Monticelli: la difficoltà dei giovani a diventare adulti
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PISTOIA. Un corpo sociale metaforico su cui si basi l'intenzionalità condivisa, questo il punto di partenza dei due gradi di individuazione (primaria e secondaria) utilizzati dalla professoressa Roberta De Monticelli per spiegare la (mancata) crescita della società moderna nella conferenza della seconda giornata dei Dialoghi sull'uomo. Si parte dalla filosofia di Kant e dalla sua definizione di Illuminismo come "l'uscita dell'uomo dallo stato di minorità" che secondo Kant risiede nell'incapacità di valersi della propria intelligenza senza la guida di un altro. La ragione come spartiacque fondamentale per descrivere due diverse tipologie di "individuazione", ovvero la capacità di ogni essere umano di manifestare una personalità definita e diversa dalle altre. E se l'individuazione primaria, descritta come la capacità di stare al mondo, è rimasta pressoché inalterata fino ad oggi, è nel passaggio successivo, cioè nella formazione dell'individuo in quanto adulto che il progresso umano sembra aver segnato una dura battuta di arresto. «Oggi la maturità morale si consegue assieme alla maturità civile», secondo la De Monticelli che lega strettamente il concetto di maturità con quello di autonomia intesa come «Il non dipendere dall'autorità altrui nelle'esercizio della propria ragione, che deve necessariamente portare l'individuo a darsi da solo una legge interiore e civile». Il vero problema è che la corsa alla maturità oggi dura tutta una vita senza mai fiorire all'interno di un luogo di convivenza che, a differenza dell'agorà greca dove «le differenti culture si riconoscevano a vicenda come portatrici di valori assoluti», non accetta più il fiorire di un pensiero personale ma lo osteggia in quanto diverso. «Dove vige la logica delle raccomandazioni, soprattutto per i giovani, in un mondo del lavoro fatto di personalità fragili, il risveglio della propria maturità dovrebbe esprimersi nel dire "no" a certi meccanismi. Oggi in Italia questo non accade, anche se, da milanese, vedo segnali di risveglio». Che i segnali di questa deriva fossero chiari già molti anni fa lo dimostrano le tante parole spese da letterati come Leopardi, che nel 1824 parlando dell'incompiutezza nel passaggio dell'identità civile italiana, scriveva "senza amor proprio non si riconosce l'umanità in se stessa e negli altri". E se oggi questa lotta mai risolta per diventare adulti si manifesta nella confusione fra individuo e particulare, dove il primo risponde e giustifica il suo agire mentre il secondo si rapporta solamente ad un suo interesse privato, le tante immagini e parole sprecate dai rappresentanti dell'attuale governo diventano la cartolina, il manifesto di una mancata crescita sociale e morale. Questa mancata individuazione secondaria da parte di troppi ha impedito la formazione di individui personali civilmente maturi, rendendo impossibile l'emergere di quella che secondo la De Monticelli è la vera maturità dell'epoca moderna: l'autenticità. Viviamo in quello che Curzio Maltese ha definito "il paese dei Pinocchi mai cresciuti, dove è normale che vinca il più bravo a raccontare bugie".
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