Il Tirreno

Pistoia

Teatro Moderno. Il funzionario che ha redatto il bando spiega le motivazioni delle sue scelte

«Contratto nullo in presenza di carenze gestionali»

Michele Galardini

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 AGLIANA. Alle opposizioni, che avevano chiesto un incontro per fare chiarezza sul bando del Teatro Moderno di Agliana e sul via vai di lettere e contro lettere di questi giorni, il sindaco Eleanna Ciampolini ha risposto che «tutto si è svolto secondo le regole. Alle accuse nei miei confronti preferisco rispondere in privato».  Detto questo, la commissione, riunitasi giovedì pomeriggio negli spazi della biblioteca, è proseguita a porte chiuse. L'idea iniziale di aprire a tutti la sala alla fine si è rivelata essere un semplice placebo istituzionale, moderato dai modi e i tempi del linguaggio politico. Un arroccamento che prosegue a distanza di mesi, da quando il funzionario deputato alla stesura del bando, Luigi Della Greca, si è, come lui stesso afferma, «chiuso nelle stanze comunali, per poter scrivere il miglior bando possibile».  Nessuno, nemmeno il sindaco, ha potuto vedere il progetto completato fino alla pubblicazione, nessuno a parte gli altri tre componenti del team di creazione e redazione del bando, Claudia Cappellini, Alessio Bonacchi e Paolo Pierucci. Dalla lettura di decine di bandi simili e dalle linee guida date dal Comune, è nato il bando per il teatro Moderno - reso pubblico a gennaio 2011 - che ha visto l'adesione e la partecipazione di un solo soggetto, poi risultato vincitore: l'associazione Il Moderno, appositamente creata dalla compartecipazione di molti soggetti culturali, come Influx, K.Lab e la Bottega delle Maschere, guidati da Massimo Paganelli.  In quella che doveva essere una difesa a spada tratta del lavoro della giunta, Della Greca ha messo a nudo i reali motivi che hanno spinto alla redazione del bando: «Un bando tecnico, molto puntiglioso, che obbliga la nuova associazione ad un'ottima strategia d'impresa», a fronte dei 30mila euro annui stanziati. «Un bando che non privilegia la territorialità, dando pari opportunità a chiunque», anche se la territorialità era stata il vero motore di sviluppo della realtà teatrale aglianese al momento della delega della gestione ad Amnio, nel 2009. «Un bando con delle penali molto precise e nette, e con la possibilità di rescindere in qualsiasi momento il contratto, a fronte di un evidente carenza nella gestione». Con un affondo finale, in risposta alle domande dei membri dell'opposizione presenti: «Amnio non ha diritto a protestare su una gara a cui non ha partecipato».  A conferma di una chiusura pressoché totale hanno contribuito le parole di Luca Benesperi: «Avevamo chiesto di poter discuterne insieme in giunta e di poter conoscere qualcosa di più, ma ci avete risposto che non era possibile fare nomi e che avreste pensato a tutto voi».  Può far pensare il fatto che l'unico settore in cui sia stata espressamente favorita la territorialità sia stata l'assegnazione della gestione del bar, e che nel bando si chieda espressamente la prosecuzione del solo laboratorio per gli adulti. E allo stesso modo fa pensare la mole di spettacoli offerti dalla nuova associazione (16 spettacoli teatrali, 40 aperture estive, 7 laboratori, 18 proiezioni cinematografiche...) a fronte di risorse che, senza un rinforzo da parte di sponsor o privati, basteranno appena a pagare le spese di apertura del teatro.  La richiesta forte di una programmazione di "qualità" continuamente perpetrata dal sindaco Ciampolini sembra sempre più una chimera politica per un bando che, come afferma lo stesso Della Greca, «è materia puramente tecnica, creata nelle segrete stanze e deve essere valutata esclusivamente dai tecnici interni alla commissione».

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