Il Tirreno

Pistoia

Al Ponte di Cencino presto torneranno i sapori di una volta

Marta Quilici
I titolari del Ponte di Cencino A destra lavoro al forno a legna
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I titolari del Ponte di Cencino A destra lavoro al forno a legna

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 PISTOIA. Al Ponte di Cencino torneranno i ranocchi e i pesciolini fritti, proprio come quarant'anni fa. I nuovi titolari dello storico locale hanno aperto da appena un mese, ma hanno le idee ben chiare: il Ponte di Cencino deve tornare ad essere quello che era.  Un posto in cui si va a mangiare in tranquillità, senza aver paura di essere buttati fuori per far posto ad altri clienti. Un posto dove si può stare anche a chiacchierare e dove il tempo non è per forza denaro.  «Abbiamo aperto il 16 aprile - spiega Gianfranco Cappellini, uno dei titolari - È nato un po' per scherzo, un po' per caso. Io non ho mai fatto questo lavoro, ma piano piano sto imparando. Insieme a me, però, c'è Francesco Mannocci, che invece è più che esperto: è uno chef diplomato alla scuola alberghiera che ha lavorato anche in altri locali prima di questo».  È Francesco, infatti, il re della cucina e della pizzeria. «Al forno a legna - spiega - non ci ero mai stato, ma adesso ho imparato». Il locale è al confine tra Casalguidi e Pistoia: accanto al cosiddetto "Ponte di Cencino" appunto, ossia nel punto in cui via del Pantano incrocia il torrente Stella. «Il ponticino - spiega Gianfranco - è sempre stato chiamato in questo modo e così anche il locale, che sorge proprio accanto al ponte, ha preso il suo nome. Il Ponte di Cencino è stato per tanti anni un locale storico. Già più di 40 anni fa era famoso in tutta la provincia, ma anche fuori Pistoia, per la sua cucina tipica: per la cacciagione, ma soprattutto per i ranocchi e i pesciolini fritti. Ancora oggi la gente ci chiama, da Prato, da Firenze, persino da Livorno, per chiedermi se li facciamo di nuovo. Per adesso non li abbiamo ancora fatti, ma presto provvederemo. Con il tempo, soprattutto ultimamente, si erano succedute molte gestioni che, secondo me, aveva un po' snaturato il posto. Adesso noi vogliamo farlo tornare alle vecchie tradizioni, sia a livello culinario, che per quanto riguarda l'accoglienza e lo stare insieme. La nostra idea è che questo posto non sia semplicemente un luogo in cui mangiare, ma anche un posto in cui dimenticarsi del tran tran quotidiano».  La cucina del Ponte di Cencino è quindi completamente tradizionale, con maccheroni sull'anatra, risotto allo champagne, pasta fresca fatta a mano, tagliate. Su richiesta, però, viene fatto anche il pesce fresco. Il Ponte di Cencino è aperto anche a pranzo con l'aggiunta di un menù a prezzo fisso per chi lavora. I vini sono per lo più locali e toscani.  Tra le pizze, molte sono quelle inventate dalla casa: tra queste l'originalissimo "Cappello del Prete": una specie di calzone, ma più grande e tondo, con dentro un po' di tutto. Una specie di pizza capricciosa con il cappello. Consigliato dalla casa anche il Pane arabo.

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