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Blitz della sezione di pg della Polstrada. Attrezzature per decine di migliaia di euro destinate alla confisca
Sequestrata autofficina abusiva
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Pattuglia impegnata in un controllo A sinistra unofficina (immagine di repertorio) Da anni lavorava a prezzi low cost ma senza la minima autorizzazione
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PISTOIA. A parte l'assenza di un'insegna all'esterno, che averebbe potuto ingenerare qualche sospetto, sembrava un'autofficina come tutte le altre. Anzi, all'interno del vasto capannone c'erano attrezzature per decine di migliaia di euro, tra cui ben quattro ponteggi pneumatici, banchi e carrelli da lavoro. Ovvero, tutto il necessario per garantire prestazioni professionali di prima qualità, sia nella riparazione meccanica che in quella di carrozzeria. Ed è per questo che, per almeno due anni, l'attività aveva potuto andare avanti floridamente, nonostante fosse in realtà completamente abusiva e priva di qualsiasi requisito amministrativo e di sicurezza. Insomma, questa era la condizione in cui operava l'autofficina, scoperta - a due passi da viale Adua - dalla squadra di polizia giudiziaria della sezione della Polizia stradale di Pistoia. L'attività era gestita da un giovane cittadino albanese - pare assieme ad altri membri della sua famiglia - che vantava numerosi clienti, non solo suoi connazionali ma anche italiani, tutti attratti dai favorevoli prezzi praticati. Non avendo insegne esterne e non potendo, per ovvi motivi, fare altre forme di pubblicità, il 26enne albanese reclamizzava la sua attività low cost sia con il passaparola che disseminando la città di biglietti da visita, con numeri di telefono e tipo di lavorazioni offerte. Quando i poliziotti della Stradale si sono presentati per un controllo di routine (lo stesso a cui vengono sottoposte tutte le attività di tale tipo) si sono immediatamente resi conto che qualcosa non andava. Infatti, il titolare tergiversava e non riusciva a trovare la documentazione relativa alla sua ditta. Che, come detto, non esisteva proprio. Gli ulteriori accertamenti hanno permesso pertanto di appurare che l'attività era totalmente abusiva. Per il titolare è scattato immediatamente - oltre che una sanzione da 5.000 neuro - il sequestro amministrativo delle attrezzature e del materiale presente all'interno del capannone, per un valore di decine di migliaia di euro. Attrezzature che, a meno di improbabili esiti di eventuali ricorsi, verranno definitivamente confiscate dallo Stato. Secondo quanto ricostruito dai poliziotti, il giovane albanese - regolare, da molti anni residente a Pistoia - aveva aperto l'officina partendo dal nulla, affittando il capannone e attrezzandolo di tutto punto. L'attività andava avanti da almeno due anni ed è probabile che vi fossero impiegati anche altri membri della famiglia. «Ai cittadini - spiega la sezione di pg della Polstrada - vorremmo dare un consiglio: prima di affidare il proprio veicolo ad un meccanico, verificare che lo stesso sia un professionista qualificato, in possesso dei necessari requisiti, in quanto la norma prevede una sanzione, oltre che per l'abusivo, anche per il proprietario di un veicolo che si avvale di una officina non autorizzata. Giova evidenziare che tutti gli interventi effettuati sui veicoli non godono della garanzia. L'accertamento è semplice: tali esercizi devono avere esposta e ben visibile la dichiarazione di inizio attitività.».
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