Il Tirreno

Pistoia

La fontana piace soprattutto ai giovani

A sinistra l’autore dell’opera Daniel Buren
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A sinistra l’autore dell’opera Daniel Buren

Apprezzamenti dalle nuove generazioni, ma pochi visitatori

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QUARRATA. La tanto discussa fontana di Buren piace soprattutto ai giovani. A una settimana dalla sua inaugurazione le persone - poche in verità - che ieri pomeriggio godevano del verde del giardino di Villa La Màgia, gradiscono la nuova opera d'arte contemporanea della Villa.  «Secondo me è bella - commenta Cristiano Sassaroli -. L'unica cosa che potrei criticare all'amministrazione è che, per evitare le polemiche, avrebbe potuto coinvolgere di più la gente. Così non l'avrebbero vissuta come un'imposizione dall'alto, ma l'avrebbero sentita tutti un po' più propria».  Anche la signora Sonia Tonchi, che ieri era al parco insieme alla figlia e al nipotino, l'ha apprezzata: «All'inizio - spiega - avevo un po' di dubbi. Poi sono andata all'inaugurazione e mi è piaciuta».  Ma c'è anche chi, invece, sulla fontana di Buren ha ancora forti perplessità. «È uno spreco - afferma Cristiano Pinferi, anche lui, ieri pomeriggio, al parco di Villa La Màgia -. I soldi che ci sono voluti per realizzarla potevano essere spesi in un altro modo. A cosa serve quest'opera? Credo che la fontana interessi a pochi».  La fontana è costata 450mila euro completamente a carico della Fondazione Caripit. L'amministrazione si accollerà le spese di mantenimento e gli eventuali restauri. Chiara Carradori è una giovane quarratina. Anche lei non ha dubbi: «L'opera è bella. Spesso a Quarrata si ha timore delle novità e non si accettano. Se non si fa niente, ci si lamenta perché non vien fatto niente; se si fa qualcosa ci si lamenta perché quel che si fa è sbagliato. Invece, secondo me, la fontana ci sta bene».  Della stessa idea la signora Cornelia Falk: «Secondo me non ce la meritiamo - commenta -. È un peccato vedere che di sabato pomeriggio, in questo bel parco, ci siano soltanto cinque o sei persone. Per quanto riguarda la fontana, comunque, è meravigliosa. Dovrebbe rimanere più aperto anche il giardino interno della Màgia e le altre esposizioni».  Sull'abbinamento tra arte contemporanea e villa medicea: «Io sono d'accordo - afferma Saro Orfila -. Accade anche altrove: è un modo per far continuare a vivere l'arte».

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