Il Tirreno

Pistoia

Il festival del folclore lascia Maresca

Alessandro Sisi

Il Comune non ha soldi: dopo 21 anni emigrerà a Pistoia

2 MINUTI DI LETTURA





 MARESCA. Il festival internazione del folklore che ogni anno, nel mese di luglio, si svolge a Maresca rischia di emigrare e lasciare la sede storica di piazza della Stazione. Lo dice a chiare lettere il suo presidente Francesco Castelli e le sue parole non sono uno sfogo estemporaneo ma nascono dalla difficoltà di organizzare sulla montagna eventi di spessore per colpa dei tagli che stanno subendo gli enti locali - in questo caso il comune di San Marcello - che si riversano poi sulle associazioni.  Già nell'ultima consulta del turismo fu detto dall'assessore competente David Ulivagnoli che l'ente montano avrebbe in qualche modo tagliato i contributi alle varie associazioni sparse sul territorio comunale, salvaguardando però le quattro manifestazioni principali.  I tagli avrebbero colpito la festa patronale di Santa Celestina, l'Extradarte di Maresca, la manifestazioni Ferrucciane di Gavinana e il festival internazionale del folclore presieduto appunto da Francesco Castelli. Il Comune per queste 4 manifestazioni avrebbe dato solo supporto logistico, non più soldi, ma avrebbe aiutato nel montaggio dei vari palchi e nel fornire personale cartellonistica stradale. «A queste condizioni non ci stiamo - si sfoga ora Castelli - dopo 21 anni sono costretto a lasciare Maresca e emigrare molto probabilmente a Pistoia presso il Villone Puccini. È un peccato che la montagna perda sempre un pezzo di storia ma i costi per noi sono elevati. L'ente comunale - aggiunge - non ha il palco con misure idonee, mentre il comune di Pistoia ci mette a disposizione misure adeguate per i gruppi internazionali che abbiamo intenzione di ospitare anche nel 2011».  L'evento si sarebbe dovuto svolgere in due date, il 21 luglio era prevista la serata classica di Maresca, mentre il giorno successivo era già stato deciso di andare a Pistoia all'interno del Villone. «A questo punto, se non troviamo i contributi necessari, da banche o sponsorizzazioni varie, il festival del folklore farà una sola data e sarà quella per l'appunto di Pistoia».  Ma la porta ad altri Comuni è aperta: «Se un qualche Comune della montagna raccoglie questo mio sfogo e ha intenzione di ospitarci che ce lo faccia sapere».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera