Il Tirreno

Pistoia

Il precedente. Nello stesso reparto nel 2008 spirò il piccolo Federico Patanìa

Il dramma dopo l'operazione alle tonsille

Il piccolo Federico Patanìa
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Il piccolo Federico Patanìa

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 PISTOIA. Un altro bambino, un'altra tragedia, sempre nel reparto di pediatria dell'ospedale di Pistoia. Quella che ebbe come vittima il piccolo Federico Patania, 6 anni, che morì al Ceppo il 14 dicembre 2008, due giorni dopo essersi operato di tonsille.  Federico si svegliò improvvisamente durante la notte, vomitando sangue. E quello stesso sangue finì con il soffocarlo, nonostante l'intervento di infermieri e medici. Una tragedia terribile, una famiglia sprofondata nel dolore e nella prostrazione, mentre una domanda si faceva strada nelle menti: possibile morire in ospedale per una banale operazione alle tonsille? Le prime risposte arrivarono subito, l'Asl e la Regione affermarono che tutto il possibile era stato fatto. I genitori del piccolo, Pietro Patania e Giuseppina Fusca, reagirono con rabbia, lasciando parlare i loro legali che chiesero un'inchiesta approfondita ed esortarono ad evitare autoassoluzioni.  Quell'inchiesta ha portato all'iscrizione nel registro degli indagati di otto tra medici e infermieri e, nei confronti di tre di loro, alla celebrazione di un'udienza preliminare davanti al gup del tribunale che, rinvio dopo rinvio, ricorso su ricorso, dopo due anni e mezzo dal suo inizio si deve ancora concludere.  L'ultimo rinvio, nel febbraio scorso, quando è stata resa nota alle parti la decisione con cui la Cassazione ha definitivamente respinto - così come aveva fatto la Corte d'appello di Firenze - la richiesta di ricusazione nei confronti del giudice Alessandro Buzzegoli fatta dagli avvocati di parte civile. Tuttavia, resta ancora da attendere il responso definitivo su una seconda istanza di ricusazione presentata dagli stessi legali, questa volta nei confronti dei periti che hanno redatto la consulenza tecnica d'ufficio sulla tragica morte.  Imputati sono il chirurgo che eseguì l'intervento (processato con il rito abbreviato, il pm ne ha chiesto l'assoluzione), un'infermiera e una dottoressa (per le quali il pm ha chiesto il rinvio a giudizio). Proprio per emettere la sentenza, nell'aprile 2009 il gup aveva nominato due periti. E la battaglia a colpi di ricusazioni da parte dei legali della famiglia del piccolo Federico trae origine appunto da una questione procedurale inerente la perizia. Gli avvocati, ritenendo di essere stati esclusi arbitrariamente da una fase della consulenza dai periti, li ricusarono. Dopo vari ricorsi, la decisione finale spetta ora alla Cassazione.  Federico, che abitava a Quarrata con i genitori, venne ricoverato al Ceppo ed operato il 12 dicembre 2007 per l'asportazione di tonsille e adenoidi: un intervento di routine, apparentemente senza alcuna complicazione. Avrebbe dovuto essere dimesso già il giorno dopo, ma la presenza di febbre consigliò di trattenerlo in pediatria. In serata la febbre era diminuita e il piccolo stava cercando di riposare a letto insieme alla mamma quando, attorno a mezzanotte e mezzo, avvenne la tragedia.

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