Nel 1940 la loro nave affondò: ieri inaugurato monumento a Glasgow
Quei pistoiesi che morirono in Scozia
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PISTOIA. Ieri nella città di Glasgow in Scozia è stato inaugurato l'Italian Cloister Garden, un sacrario eretto in onore delle vittime dell'affondamento della nave Arandora Star, in occasione del settantunesimo anniversario del naufragio avvenuto il 2 luglio del 1940. Sull'imbarcazione erano presenti anche quattro cittadini pistoiesi tutti residenti in Scozia: Carlo Biagiotti, Nello Biagiotti, Oraldo Chiappelli e Quinto Santini. Nel naufragio persero la vita 446 italiani, tra i quali i quattro pistoiesi e numerosi toscani, 146 tedeschi e austriaci e 150 inglesi. I superstiti furono salvati da un cacciatorpediniere canadese e riportati in Inghilterra da dove, però, molti furono nuovamente deportati in Australia e poterono far ritorno alle loro famiglie solo a guerra finita. I fatti legati all'affondamento dell'Arandora Star saranno ricordati con una giornata di studio ed una mostra nella biblioteca San Giorgio nel mese di ottobre. La nave, partita da Liverpool il 1º luglio 1940, fu silurata e affondata il 2 luglio da un sommergibile tedesco che non ebbe possibilità di riconoscerla come nave passeggeri, poiché non aveva nessuno dei segni di riconoscimento internazionali. Il 10 giugno 1940 il Duce infatti dichiarava guerra alla Gran Bretagna e alla Francia, immediatamente migliaia di italiani emigrati da anni in questi due paesi diventarono nemici potenziali dei paesi che li ospitavano. Gli inglesi temevano che gli italiani potessero appoggiare l'invasione dell'isola da parte delle truppe naziste e fasciste e, sulla base di liste incomplete e parziali, fu così proceduto, nel mese di giugno, all'arresto di 1.500 italiani, molti ormai cittadini inglesi.
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