Il Tirreno

Pistoia

Mega-impianto solare Comune a caccia di un terreno privato

Beatrice Faragli
Una centrale ad energia solare
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Una centrale ad energia solare

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 MONTALE. E' caccia al terreno per l'innovativo impianto solare termodinamico agognato dall'amministrazione Scatragli in suolo montalese. L'ambizioso progetto è ancora in mano ai tecnici dell'Enea - Agenzia nazionale per le nuove tecnologie - ma il Comune, intanto, apre alla ricerca del privato: i proprietari di superfici tra i 20mila e i 40mila metri quadri potranno farsi avanti.  Per candidare il proprio terreno a possibile sito per il parco energito c'è tempo fino al primo luglio. Una volta rintracciati i papabili, l'Enea darà avvio allo studio di fattibilità sulle risorse intercettate. Non è escluso comunque che alla fine possa essere un terreno pubblico ad avere la meglio anche se, al momento, la proprietà comunale sembrerebbe inadatta ai metraggi richiesti da un simile impianto.  Si apre così, con l'avviso pubblico di oggi - un invito alla manifestazione di interesse a maglie larghe - la seconda fase dell'innovativo progetto montalese votato all'energia pulita.  L'assessore all'Ambiente Lisa Taiti, promotrice dell'iniziativa, sta lavorando all'idea da oltre un anno. La partnership con l'Agenzia nazionale, arrivata solo pochi mesi fa, ha dato il "la" all'impresa facendo ordine tra le proposte comunali.  L'ente montalese infatti, unico in provincia di Pistoia, è entrato nel patto dei sindaci, un'iniziativa promossa dalla Commissione europea con l'obiettivo di abbattere le emissioni di Co2. In pratica, il Comune, da qui a dieci mesi, dovrà mettere in atto una serie di misure votate al "verde" e alla sostenibilità energetica.  L'impianto solare termodinamico, però, va oltre la lista "canonica" delle possibili azioni anti-inquinanti da perseguire. E' infatti un progetto pilota unico in Toscana.  «A livello nazionale - spiega l'assessore Taiti - esiste una sola tecnologia simile a quella che stiamo cercando di realizzare noi, ed è in Sicilia. Qui ovviamente il modello sarebbe ben più piccolo: un abito su misura per il nostro territorio».  L'impianto, in pratica, produrrebbe energia elettrica (ipotesi di potenza tra i 250 e i 500 kilowatt) e termica (tra l'1,5 e i 3 megawatt) a emissioni zero. «La produzione - precisa l'assessore - non è legata ad alcuna combustione». Il parco cioè si baserà sul supporto del sole e delle biomasse.  Per parlare di tempistiche è ancora presto però.  «La realizzazione in sè - dice Taiti - richiede un anno». Quello che più pesa sul fattore tempo tuttavia è il resto dell'iter: studi di fattibilità, valutazione di impatto ambientale (competenza della Provincia) e intercettazione dei finanziamenti. Con un progetto pilota così però, unico nel largo raggio e con l'intenzione di diventare una sorta di centro studi, l'amministrazione è convinta di trovare le risorse - a livello comunitario o regionale - per andare fino in fondo all'opera.

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