Senza lavoro e sotto sfratto, famiglia disperata
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Mancanza dacqua e situazione igienica precaria Dile negli spazi angusti del bagno di casa La figlia: «Costretti a vendere la nostra casa per pagare i debiti»
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PISTOIA. A pranzo pasta senza condimento, o con un po' di olio, per risparmiare. E poca attenzione alla data di scadenza degli alimenti, perché la spesa è diventata un lusso. La madre e i due fratelli di Brigilda vivono così da qualche mese. Da venti giorni poi manca l'acqua e anche farsi una doccia è diventata un'impresa. La situazione è precipitata a settembre del 2010, quando avvenimenti improvvisi hanno portato all'allontanamento del padre e la famiglia, già in difficoltà economiche, è stata travolta dagli eventi. Dei due fratelli, uno è minorenne - 16 anni - e la famiglia di Brigilda ha lottato perché non venisse tolto alla custodia parentale dai servizi sociali. «Un lavoro, non chiedo altro. Per me e mio fratello di 18 anni», dice Brigilda, 20 anni, uno sguardo attento e maturo. Più maturo della sua età. Di origine albanese, vive in Italia sin dall'infanzia. Circa 15 anni fa un gommone ha portato lei e la sua famiglia sulle coste pugliesi, e da lì con un lungo viaggio fino alla Toscana. «I miei hanno aperto una lavanderia industriale, con quattro dipendenti. Dopo qualche anno sono stati colpiti dalla crisi, come tanti. Quando i clienti non ti pagano è difficile andare avanti. Mio padre ha venduto la casa per pagare dei debiti. Io ho lasciato la scuola, ero al quinto anno del liceo pedagogico». Un mese fa il proprietario dell'appartamento dove vivono la madre Dile e i due figli ha intimato la sfratto. «Mia mamma - spiega - è ospite da settembre di un cugino, che ha avuto difficoltà a pagare regolarmente l'affitto». Dile è inserita nella graduatoria dell'emergenza abitativa. Si trova in 86esima posizione su 120 richiedenti. Un numero che non le dà la benché minima possibilità di sperare in un alloggio comunale. «Un funzionario - spiega la figlia - ci ha detto che non abbiamo abbastanza punteggio. Ma le cose sono cambiate rispetto a quando abbiamo presentato la domanda. E se non è una situazione disperata questa, quale può esserlo?». Brigilda è amareggiata. «Abbiamo chiesto una casa d'emergenza per mia madre e i miei fratelli (Brigilda vive con il fidanzato, ndr). Ci aiuterebbe a superare questa situazione di difficoltà. Non vorremmo certo appropriarcene. Anzi, sia io che mio fratello di 18 anni stiamo cercando lavoro. Attualmente ho un'occupazione saltuaria, pagata pochi euro l'euro. Vorremmo essere in grado di aiutare mia madre e mio fratello minore». T.G.
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