Due classi in meno al liceo scientifico, insegnanti in rivolta
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Due classi in meno, con possibile accorpamento di indirizzi diversi nella futura classe. Monta la protesta al liceo scientifico Amedeo Duca d'Aosta.
I docenti, appena appresa la notizia del ridimensionamento che scatterà nel prossimo anno scolastico, si sono riuniti e hanno scritto una lettera, destinata al preside e al consiglio di istituto dello scientifico, ma anche all'Ufficio scolastico provinciale e a quello regionale.
La lettera è firmata da oltre sessanta insegnanti del liceo. In pratica, si prefigura lo smembramento di una delle attuali seconde e di una delle attuali terze, con possibilità di accorpamento di indirizzi diversi nella stessa classe.I tagli prevedono sei classi terze rispetto alle sette richieste e la stessa cosa per le classi quarte.
Il tutto, senza tener conto della specificità degli indirizzi sperimentali attivi nella scuola, scelti da alunni e genitori. La scelta, operata dall'Ufficio scolastico provinciale (ex provveditorato), non tiene conto delle richieste dello stesso dirigente scolastico Alessandro Rabuzzi e viene motivata con il calo di iscrizioni, peraltro numericamente piccolo.
«Soprattutto per quanto riguarda le classi quarte - sostiene la lettera degli insegnanti - non trattandosi di classi di inizio ciclo e tenuto conto dell'esegua differnza numerica (149 alunni contro i 154 che avrebbero garantito la formazione di sette classi), la scelta ci appare del tutto inadeguata e penalizzante per questa scuola».
I docenti, appena appresa la notizia del ridimensionamento che scatterà nel prossimo anno scolastico, si sono riuniti e hanno scritto una lettera, destinata al preside e al consiglio di istituto dello scientifico, ma anche all'Ufficio scolastico provinciale e a quello regionale.
La lettera è firmata da oltre sessanta insegnanti del liceo. In pratica, si prefigura lo smembramento di una delle attuali seconde e di una delle attuali terze, con possibilità di accorpamento di indirizzi diversi nella stessa classe.I tagli prevedono sei classi terze rispetto alle sette richieste e la stessa cosa per le classi quarte.
Il tutto, senza tener conto della specificità degli indirizzi sperimentali attivi nella scuola, scelti da alunni e genitori. La scelta, operata dall'Ufficio scolastico provinciale (ex provveditorato), non tiene conto delle richieste dello stesso dirigente scolastico Alessandro Rabuzzi e viene motivata con il calo di iscrizioni, peraltro numericamente piccolo.
«Soprattutto per quanto riguarda le classi quarte - sostiene la lettera degli insegnanti - non trattandosi di classi di inizio ciclo e tenuto conto dell'esegua differnza numerica (149 alunni contro i 154 che avrebbero garantito la formazione di sette classi), la scelta ci appare del tutto inadeguata e penalizzante per questa scuola».
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