Il presidio
Digitale, Tvl con il fiato sospeso
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Luigi Bardelli e il programma Balla che ti passa Bardelli: pronti all'investimento, ma se le cose si complicano...
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PISTOIA. Il passaggio dalla televisione analogica a quella digitale si avvicina sempre di più: il famigerato (o agognato, dipende dai punti di vista) "switch-off" in Toscana dovrebbe avvenire tra ottobre e novembre di quest'anno. Per i telespettatori significherà mettere mano al portafogli per acquistare un decoder o una televisione con apparecchio integrato. Per le emittenti locali invece il carico da sopportare sarà molto più gravoso. Se l'utente se la caverà con una spesa di circa 30 euro per il decoder o di 150 euro per una tv con sistema integrato, infatti, emittenti locali come Tvl dovranno investire tra i 300 e i 400mila euro per convertirsi alla nuova tecnologia. Un esborso economico importante per il network pistoiese diretto da Luigi Bardelli. «Siamo pronti al digitale, anche se dovesse essere confermata la data di ottobre-novembre» spiega Bardelli. «La nostra è un'azienda sana, che ha sempre prodotto degli utili. Siamo quindi in grado di sopportare l'investimento di 300-400mila euro senza contraccolpi per i nostri 20 dipendenti. Ma la confusione regna sovrana e ci sono ancora molti nodi da sciogliere». Tante le questioni irrisolte e anche la possibilità, remota ma pur sempre tale, che Tvl si trasformi dall'operatore di rete che tutti conosciamo oggi a semplice fornitore di servizi, ovvero a produttore di format e trasmissioni per altre televisioni locali. «Una soluzione che non ci dispiacerebbe - ammette Bardelli - Perché così facendo avremmo molti meno costi da sopportare, principalmente quelli derivanti dal cambio delle infrastrutture necessarie per il passaggio alla tecnologia digitale. Di conseguenza però perderemo autonomia e dipenderemo da altri soggetti, diventando "terzisti". Ma è prematuro parlare di questa possibilità. Attualmente il problema è un altro: il governo si dice sicuro che lo switch-off avverrà a partire da ottobre, io invece penso che questa scadenza non sarà rispettata». Le frequenze originariamente previste dal piano nazionale per le tv locali erano 27. Dopo la legge di stabilità del 2011 le frequenze a disposizione delle emittenti locali si sono ridotte a 18, perché 9 (ovvero i canali da 61 a 69 Uhf, occupati proprio dalle tv locali) saranno invece destinate alle compagnie telefoniche a banda larga. In pratica le tv locali dovrebbero liberare le frequenze che attualmente occupano per ri-aggiudicarsele attraverso un'asta. Dalla messa all'asta di tali canali il governo conta di reperire 2 miliardi e 400 milioni di euro, prevedendo però anche una sorta di "liquidazione", pari a 240 milioni di euro, da distribuire alle emittenti locali che decidano di liberare tali frequenze senza partecipare alla nuova riassegnazione. Secondo il sindacato delle emittenti locali Aeranti-Corallo (di cui Tvl fa parte) il numero di 18 frequenze messe a disposizione delle tv è insufficiente, e la situazione in Toscana appare più critica che altrove: sarebbero infatti solo 2 i canali che permetterebbero una visione ottimale delle trasmissioni in tutta la Regione. Poche frequenze, tante emittenti da sistemare, criteri per l'assegnazione dei canali ancora da decifrare e, ultimo ma non meno importante problema, la posizione del canale che verrà assegnato a ogni emittente, ovvero il numero sul telecomando che l'utente dovrà schiacciare per sintonizzarsi sul canale desiderato: più basso è il numero (Rai1 ad esempio si trova sull'1) più il canale è accessibile dal telecomando e avvantaggiato sugli ascolti. Molte emittenti locali si trovano tra l'800 e il 900, e se la sintonizzazione automatica non funziona a dovere, riuscire a trovare il canale preferito potrebbe rivelarsi un'avventura.
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