Si conclude con un responso severo la lunga indagine dellUniversità sulla crisi di arrivi
«All'Abetone troppo individualismo e mancanza di un'offerta integrata»
Sauro Romagnani
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I docenti in uno dei convegni sul turismo competitivo allAbetone 3 MINUTI DI LETTURA
ABETONE. Siamo alle strette finali. Comunicati dai ricercatori i primi risultati del lavoro compiuto dall'Università di Firenze, sulle capacità di sostenibilità e competitività di Abetone. Sono molti i risultati presentati. Saranno importanti per il futuro sviluppo turistico di Abetone e di tutto il territorio della montagna pistoiese. «L'Europa crede in questo progetto. Il comprensorio turistico di Abetone potrebbe diventare una componente molto importante dell'offerta turistica montana in Europa», ha detto il prof Magliulo, presidente Comitato scientifico della rete europea delle università aderenti a Necstour sul turismo sostenibile e competitivo, aprendo i lavori dinanzi al folto pubblico presente, e inquadrando il progetto nell'ambito della rete di osservatori nazionale e internazionale. Aspetti specifici della ricerca, guidata dalla professoressa Varra, sono stati presentati da due giovani neo laureate che collaborano al progetto: Roberta Loro e Chiara Buzzigoli, laureate magistrali in progettazione dei sistemi turistici, all'Università di Firenze. La prima ha allargato la panoramica del turismo analizzando l'andamento dei flussi turistici, il valore economico del turismo in Italia, paragonando al resto dell'Europa. Ha ricordato anche la posizione turistica occupata dalla Toscana. Buzzigoli ha illustrato le potenzialità di sviluppo delle comunità montane della Toscana con l'obiettivo di giungere a creare una rete che consenta di confrontare fra loro le diverse località attraverso un modello. «Abbiamo esaminato un'ampia panoramica degli aspetti quantitativi e qualitativi del turismo montano, per poi passare all'analisi dei flussi turistici delle aree limitrofe ad Abetone: montagna pistoiese e comprensorio del Cimone». Ha detto la professor Varra, che ha preseguito: «l'analisi dei dati, dei questionari e delle community hanno evidenziato come al notevole patrimonio naturale (di Abetone) non corrisponda un altrettanto solido capitale sociale. Le principali debolezze sono emerse in termini di identità del luogo, di mancanza di valori e atteggiamenti condivisi, individualismo, atteggiamento scarsamente proattivo, problemi di competenze e di motivazione nei luoghi di lavoro (in gran parte causati e acuiti dalla stagionalità). Da un punto di vista di prodotti e servizi offerti emerge una mancanza di offerta integrata, composita che colga le esigenze di prodotto complesso emerse dai questionari». Il sindaco di Abetone, Giampiero Danti, intervenendo, ha voluto portare la propria esperienza ricordando che Abetone vive quasi totalmente sullo sci, e, le scelte operate in passato dagli amministratori, in fatto di sviluppo, non sono state certamente lungimiranti. «Oggi mancano molti servizi, come i parcheggi, ma soprattutto mancano proposte per lo svago e per il soggiorno delle famiglie - ha detto Danti - I tempi dei duchi e dei marchesi sono finiti. Oggi occorre altro. Per non parlare ancora una volta della carenza della viabilità». Presente col gruppo dei ricercatori, di cui fa parte, la professoressa Grassini, che non ha potuto svolgere la propria relazione per mancanza di tempo. Lo farà nei prossimi incontri.
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