Aias, esposto in procura del commissario Bagnale
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PISTOIA. «Ho presentato l'esposto»: come promesso, ieri mattina Giulio Francesco Bagnale, commissario dell'Aias di Pistoia, ha depositato alla Procura della Repubblica di Firenze un esposto contro i Comuni di Pistoia e Montecatini Terme. Secondo Bagnale è «un atto illegittimo, e probabilmente anche oggetto di illecito penale» la decisione dei primi cittadini Renzo Berti e Giuseppe Bellandi di accettare il cambio di denominazione dell'Aias Pistoia in Associazione pistoiese per la riabilitazione. Bagnale si era detto pronto ad inserire nell'esposto anche la Regione Toscana, "colpevole" di aver annunciato l'accreditamento a favore dell'associazione di Luigi Bardelli, ma fonti attendibili informano che l'ente guidato da Enrico Rossi sta ripensando, o meglio sta valutando seriamente se riconoscere l'Associazione pistoiese per la riabilitazione come l'interlocutore corretto per l'accreditamento necessario ad ottenere il rinnovo della convenzione biennale con la Asl 3. In ballo ci sono diversi milioni di euro per la fornitura di servizi e prestazioni sanitarie. Il commissario ha inviato una prima lettera di diffida in Regione il 29 aprile 2011. Chiedeva al dirigente Marco Menchini, destinatario della missiva, di non riconoscere l'Associazione nata dalla modifica dello statuto dell'Aias Pistoia. «Perché i suoi soci - ricordava ancora una volta Bagnale - sono decaduti, il consiglio di amministrazione è stato espulso e non ha prodotto alcun atto presso il Tribunale per impugnare la decisione dell'Aias nazionale». Il 5 maggio, subito dopo il riconoscimento del cambio di denominazione da parte dell'Associazione di Bardelli dei Comuni di Pistoia e Montecatini, il commissario ha inviato al dirigente Menchini una seconda lettera. «Il commissariamento è ancora in atto - ripeteva Bagnale, e io sono il legale rappresentante dell'Aias Pistoia». «È un'enormità - commenta il commissario - che i due sindaci abbiano accettato le parole di Bardelli senza una prova che dimostri la validità dell'assemblea che ha sancito il cambio di denominazione». T.G.
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